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“Non inquinare” è uno slogan in voga negli ultimi anni, ma quanti si impegnano veramente per l’ambiente?

La verità è che la maggior parte degli individui si professa ambientalista ma fa prevalere la pigrizia all’azione.

Rinuncia ad utilizzare i mezzi pubblici o la bici per percorrere qualche chilometro oppure è favorevole alla costruzione di una discarica per riciclare i rifiuti ma non nei pressi della propria abitazione.

Eppure l’inquinamento provoca la morte di migliaia di persone ed una diminuzione della Vita media di un anno.

Ad inquinare l’ambiente è sempre la mano dell’uomo!

L’inquinamento ambientale è causato da attività umane, dall’industria, dalla produzione elettrica, dal riscaldamento, dall’agricoltura intensiva e dal traffico automobilistico.

E’ così che nell’atmosfera si concentrano grandi quantità di ozono, monossido di carbonio, biossido di azoto, polveri, benzene ed idrocarburi.inquinamento 2

Abbiamo buoni motivi per non inquinare

In Italia, l’inquinamento ambientale tocca livelli altissimi e provoca numerose vittime.

Sono germogliate decine di malattie dovute a:

  • La contaminazione dell’acqua e dell’aria causata dai processi industriali,
  • La quantità di rifiuti tossici generata quotidianamente,
  • Le esalazioni chimiche,
  • La combustione chimica (nota come “Terra dei fuochi”),
  • Le radiazioni ultraviolette,
  • I cambiamenti climatici.

L’Italia è al passo con l’Unione Europea?

A causa dell’incapacità di allinearsi alla normativa Comunitaria che contrasta l’inquinamento, l’Italia è stata costretta, al 31 dicembre 2018, a pagare multe del valore di 548 milioni di euro.

I settori che hanno inciso di più sono, in ordine di importanza percentuale:

  • L’acqua – perché non sono state definite le zone speciali di conservazione ed è stata violata la direttiva comunitaria nel campo della politica dell’ambiente marino;
  • I rifiuti – a causa della decennale emergenza rifiuti in Campania;
  • L’aria – è ancora aperto il processo per il caso ILVA;
  • La biodiversità.inquinamento 3

A tale proposito, il WWF ha chiesto all’Italia di allinearsi all’Europa sul fronte ambientale, attraverso:

  • La promozione di una contabilità nazionale in grado di valutare l’impatto delle attività umane sull’ambiente;
  • La messa al bando di oggetti di plastica monouso;
  • L’adozione di un piano nazionale per l’energia che punti sulle rinnovabili;
  • Un maggior controllo sui parchi nazionali;
  • Una Riforma Agricola che sostenga un’agricoltura sostenibile;
  • Una strategia di sostegno all’economia circolare che punti all’innovazione dei processi produttivi.

Tanti sono gli aspetti su cui il nostro paese deve ancora lavorare.

Ognuno deve fare la sua parte, rendersi attivo.

Anche tu devi agire!

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