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Sai che produci mediamente 497 kg di rifiuti urbani all’anno, il 51 % dei quali viene riciclato o sottoposto a compostaggio?

Questi risultati sono importanti perché derivano dal tuo impegno e da quello di tutti noi ma ancora non sono sufficienti.

E’ vero, finalmente inizia a diffondersi una consapevolezza maggiore che per risolvere la crisi climatica è fondamentale fare la raccolta differenziata, ma ancora ci sono troppi dubbi a riguardo e troppe differenze di risultato tra le varie Nazioni.

La Germania è il paese più virtuoso nel riciclo con il 66% di rifiuti riciclati mentre Malta è il meno attento con solo l’8%.

In Italia invece:

Riciclo Regioni italiane
Le Regioni settentrionali d’italia sono le più virtuose e la capacità di differenziare diminuisce man mano che si procede verso sud, passando dal 64.2% di rifiuti urbani riciclati al 37,6%.

Entro il 2025 si dovrà arrivare al riciclo di almeno il 55 % dei rifiuti urbani.

Inoltre il Parlamento Europeo ha stabilito che entro il 2035 dovrà essere smaltito nelle discariche non più del 10% del totale dei rifiuti urbani, ma ad ora siamo ancora a quota 25%.

A tal proposito le leggi europee ed italiane prevedono infatti un progressivo passaggio verso un’economia circolare dove la maggior parte dei materiali verrà riciclata e riutilizzata più volte.

Il provvedimento che ha avuto il merito di introdurre per la prima volta in Italia il tema della gestione sostenibile dei rifiuti è stato il Decreto Ronchi del 1997, passato alla storia come “la strategia delle 5 erre dei rifiuti”.

Il decreto esplicita tutte le abitudini virtuose che possono dare risultati importanti verso una gestione ecocompatibile delle materie prime:

  1. Riduzione; consiste nella riduzione dei rifiuti attraverso l’adozione di norme giuridiche chiare,
  2. Riuso; consiste nel nuovo utilizzo del bene,
  3. Riciclo; la trasformazione dei materiali di scarto e rifiuti in risorse nuove,
  4. Raccolta; in cui il cittadino è il protagonista attraverso la differenziazione dei rifiuti,
  5. Recupero; recuperare la materia e l’energia a partire dai rifiuti. Buona parte dei materiali di scarto non riutilizzabili o riciclabili possono essere trasformati in energia termica o elettrica.

 

Come sono gestiti i rifiuti?

Esistono linee guida a cui le amministrazioni cittadine devono fare riferimento ma nei dettagli ogni comune è sostanzialmente libero di scegliere come fare.

In generale, i rifiuti vengono ritirati porta a porta o per strada e poi trasportati negli impianti finali per il loro trattamento.

Le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente ed i comuni controllano periodicamente che la raccolta e la gestione dei rifiuti siano effettuate nei modi concordati.

I dati resi pubblici rendono chiaro che, nelle 14 principali città metropolitane italiane, solo 6 superano il 50% di rifiuti trattati con la raccolta differenziata. In particolare, Roma supera di poco il 40%, Milano è intorno al 64% ma Palermo raggiunge a stento il 10%.

Dobbiamo fare di più, adottare comportamenti sostenibili.

Il riciclo di rifiuti, se applicato nel  modo giusto, innesta un processo che genera effetti positivi sull’ambiente ed apre nuove opportunità economiche.

Stiamo bruciando risorse ad una velocità esponenziale.

Dobbiamo immediatamente fare nostra un’economia circolare basata sul riciclo e sul riutilizzo.

Diminuire i rifiuti che finiscono in discarica significa ridurre l’impatto ambientale ed aumentare il risparmio economico.

Ciò è chiaro se si esamina il processo di riciclo dei singoli materiali:

  • Riciclare carta significa prelevare meno materie prime (meno alberi abbattuti), consumare meno acqua ed elettricità e, di conseguenza, produrre meno emissioni di CO2.
  • Riciclare l’umido significa ricavare da questo carburante pulito e terriccio fertile. In particolare il compost riduce l’utilizzo di fertilizzanti chimici e migliora la qualità dei suoli.
  • Riciclare alluminio significa risparmiare il 95% di energia e recuperare una materia prima dannosa per l’ambiente perché difficilmente degradabile.
  • Riciclare il vetro riduce la quantità di materia prima abbattendo lo sfruttamento delle cave e le emissioni di CO2. In più, grazie al fatto che la lavorazione richiede temperature più basse si ottiene la riduzione di dispendio di energia.

Ti sarà chiaro adesso l’importanza di attivare un modello economico ed uno stile di vita che rifiuti la cultura dell’usa e getta a vantaggio di una che valorizzi la materia rigenerandola e donandole nuova vita.

La speranza nella Generazione Z

Oggi possiamo riporre le speranze nella nuova generazione, quella dei nati tra il 1995 ed il 2012 che è pronta all’azione collettiva ed è determinata ad opporsi alle politiche economiche ed industriali che hanno devastato la Terra negli ultimi anni, sposando la causa ecologista.

Al “Global Strike For Future” questi giovani hanno sottolineato l’importanza di passare subito da un modello fossile a quello delle energie pulite rinnovabili in modo da riuscire ad abbattere del 50% le emissioni di gas serra entro il 2030.

Chiedono politiche più responsabili, meno plastica, meno sprechi alimentari e maggior rispetto per le risorse naturali ancora disponibili.

Non è più tempo di aspettare ed osservare, è tempo di agire e dobbiamo farlo in fretta!

L’unico modo è cambiare le nostre abitudini ed i modi di sfruttare le risorse.

Si può fare ciò solo cambiando prima mentalità.

Tu sei dei nostri?

Sali a bordo della nostra arca, agisci e contribuisci a salvare il mondo.

Puoi informarti di più compilando il Form:

 

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