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L’Africa è ancora una volta vittima dell’arroganza delle Superpotenze che da sempre la sfruttano sotto molti aspetti e, purtroppo, non fa eccezione il mondo delle energie rinnovabili.

Fatti recenti ci confermano questa tesi.

Cosa sta succedendo?

Negli ultimi mesi si sono susseguite varie azioni dei carabinieri del NOE e dell’Agenzia delle Dogane che hanno portato alla scoperta di un traffico clandestino di pannelli solari da smaltire.

Sono stati bloccati:

  • 1000 moduli nel porto di Genova,
  • 2500 pannelli stipati in un container diretto in Burkina Faso,
  • 2000 ad Ancona.

I pannelli esausti vengono raccolti nei capannoni del Nord d’Italia e, dopo aver svolto le pratiche burocratiche ed averli dichiarati RAEE, cioè rifiuti di apparecchiature elettroniche, vengono imbarcati in Africa.

Qui vengono usati nuovamente per fornire energia ad interi villaggi isolati e senza collegamenti elettrici.

E’ un vantaggio reale per l’Africa?

Sembra una bella iniziativa, vero?

Continua a leggere e capirai che non è altro che l’azione scellerata di piccoli gruppi che arricchisce le proprie tasche mettendo a rischio la vita di un intero Continente.

Secondo uno studio delle Nazioni Unite svolto nel 2018 il porto di Lagos, in Nigeria, è il punto d’arrivo per la maggior parte dei rifiuti elettronici.

In un anno arrivano lì circa 60.000 tonnellate di RAEE, il 77% solo dall’Unione Europea.

Purtroppo però i controlli che dovrebbero essere effettuati dall’agenzia ambientale del governo federale nigeriano, la Nesrea, sono pochi e gestiti in modo inadeguato.

Negli ultimi due anni milioni di container hanno percorso quest’area ma il governo Nigeriano ha effettuato i controlli solo su un campione di 150 casi.

È così le discariche a cielo aperto dell’Africa si allargano a macchia d’olio provocando seri danni ambientali e sociali.

Sì, perché queste aree rappresentano una fonte di reddito per migliaia di persone che passano molte ore al giorno in contatto con questi materiali altamente tossici per cercare pezzi di ricambio e guadagnare in questo modo un paio di dollari.

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Dobbiamo fermare al più presto questo traffico e dobbiamo farlo adesso!

Una ricerca dell’Irena, agenzia internazionale per l’energia rinnovabile, prevede che nel 2050 l’Italia dovrà disfarsi di 1000 tonnellate di fotovoltaico esaurito: un vero e proprio ordigno inquinante.

Fino al 2010, i primi 3 Conti Energetici garantivano una cauzione, che veniva trattenuta da una parte dei sussidi affidati ai gestori.

Lo scopo era assicurarsi il corretto smaltimento degli impianti.

Oggi invece lo smaltimento dei rifiuti elettrici è un compito assegnato ai produttori di pannelli fotovoltaici.

Inoltre, i produttori versano una quota simbolica di 1 euro per pannello mentre la cifra attuale necessaria a riciclare un pannello è 10 euro.

Ciò comporta il rischio di non riuscire ad avere più in futuro i fondi necessari per lo smaltimento.

A questo punto ti faccio una domanda: Il possessore di un impianto fotovoltaico può fare qualcosa per essere certo che i suoi pannelli non andranno ad alimentare questo traffico?

Possiamo risponderti noi: ASSOLUTAMENTE SI!

Ognuno dovrà dare il suo contributo, anche tu.

Quando acquisti un impianto fotovoltaico devi pretendere che l’azienda fornitrice ti includa nel prospetto lo smaltimento a fine vita e la certificazione inerente.

È una piccola attenzione che ti permetterà di:

  • aiutare l’ambiente
  • non dover sborsare altri soldi per occuparti del suo smaltimento.

Noi possiamo aiutarti a fare la tua parte.

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