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Nella foresta amazzonica abbattere alberi ed appiccare il fuoco nella stagione secca sono certamente pratiche note, ma oggi sono apertamente incoraggiate dal governo di Bolsonaro che ha:

  • Tagliato i fondi alle agenzie ambientali,
  • Indebolito gli accertamenti sulle pratiche di controllo.

L’agenzia spaziale brasiliana prevede che entro la fine dell’anno perderemo 10.000 Km2 di foresta.

Quali sono le conseguenze della deforestazione in Amazzonia?

Quanto più la foresta brucia tanto maggiore è l’anidride carbonica emessa nell’atmosfera, aggravando ulteriormente la crisi climatica ed il surriscaldamento del pianeta.

Inoltre l’Amazzonia assorbe ogni anno 2 miliardi di tonnellate di CO2, pari al 6% delle emissioni globali.

Ma – stupidamente – gli interessi politici nazionali contano più della sopravvivenza della Terra e dell’uomo con essa.

A nulla è servito nel 2017 la piantagione di 73 milioni di alberi nuovi. Tutto ciò che è stato fatto lo abbiamo buttato via!

Anzi: la politica internazionale non si oppone alla pratica di governo brasiliana in nessun modo.

A fine giugno l’Unione Europea ha raggiunto un accordo di libero scambio con il Brasile che favorirà l’esportazione verso l’Europa di carne bovina e soia geneticamente modificata per l’alimentazione animale.

Sapevi che si tratta della causa principale di deforestazione in Amazzonia?

Ma i grandi potenti non ci hanno pensato fino a quando la comunità scientifica non ha sollevato innumerevoli polemiche, sottolineandone la grande pericolosità.

Solo allora, Francia ed Irlanda hanno fatto sapere di essere contrarie all’intesa.

Penserai: finalmente qualcuno che pensa al futuro del mondo!

Ma a spingere verso la ritrattazione dell’accordo non sono le preoccupazioni ambientali, pesa piuttosto la pressione esercitata dagli agricoltori irlandesi e francesi, preoccupati per la minaccia della concorrenza sudamericana.

Anche l’Italia si oppone all’accordo, giudicandolo dannoso per i nostri prodotti.

Il G7: tutti a sostegno all’Amazzonia?

Il presidente Conte al G7, che si è svolto il 24 agosto, ha confermato il supporto del Bel Paese alla difesa della biodiversità e alla lotta contro i cambiamenti climatici proponendo la sostituzione delle energie da fonti fossili (altamente inquinanti) con energie rinnovabili.

È stato promesso un fondo di 20 milioni di euro per spegnere gli incendi e finanziare la riforestazione.

A questo però si sono opposte la Germania e la Norvegia che hanno congelato i finanziamenti destinanti ad esso.

Amazzonia polmone
Amazzonia: il polmone del mondo sta morendo.

Riforestare l’Amazzonia per fermare i cambiamenti climatici

Le foreste tropicali hanno un ruolo fondamentale nel moderare i recenti cambiamenti climatici, ma ancora non viene dato loro la giusta importanza.

Se solo si fermasse questo sterminio, le foreste esistenti riuscirebbero ad assorbire il 37% di emissioni annuali di CO2!

Basterebbe poco: esistono da tempo grandi progetti, alcuni dei quali hanno già dimostrato la loro efficacia.

Per il progetto di riforestazione verrà utilizzata la tecnica chiamata muvuca che prevede la diffusione di più di 200 specie autoctone di semi su ogni metro quadrato di terreno deforestato.

Uno studio condotto dalla Food and Agriculture and Bioversity International ha confermato che, con questa nuova tecnica, oltre il 90% degli esemplari che germoglieranno saranno in grado di resistere a periodi di siccità lunghi anche sei mesi.

In questo modo sarà possibile raggiungere grandi risultati nella riduzione della temperatura globale.

La deforestazione è un problema di tutti, indistintamente.

Abbiamo i mezzi per salvare il Pianeta, non dobbiamo fare altro che applicarli.

“Tutti vogliono tornare alla natura, ma nessuno ci vuole andare a piedi”

Tutti dobbiamo fare la nostra parte, anche Tu!

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