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In Italia l’esposizione all’amianto è causa di migliaia di morti all’anno.

Secondo l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) ogni anno, nel mondo, muoiono oltre cento mila persone a causa di tumori correlati all’amianto:

Il 69,3% dei casi di morte registrati è dovuta ad un’esposizione professionale, il 4,4 % familiare, il 4,7% ambientale e solo il 20% ha causa ignota o improbabile.

L’amianto in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità afferma che, in Italia, nel periodo 2003-2014 si sono verificati 13.051 decessi per mesotelioma pleurico (9.397 uomini e 3.654 donne).

Tassi di mortalità superiori alla media nazionale si sono osservati in Liguria, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia.

La percentuale di casi più alta si trova – ovviamente!- nel comune di Casale Monferrato, sede dell’azienda Eternit, produttrice di manufatti in cemento-amianto.

Ciò è evidente osservando qualche numero:

  • 3.109 casi
  • 1.999 uomini
  • 1.110 donne
  • Tasso d’incidenza nella popolazione pari a 81,40 %.
Tabella Amianto
Istituto Superiore di Sanità-Tabella incidenza della mortalità per mesotelioma pleurico

In realtà l’amianto non è pericoloso.

Lo diventa quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente poiché sono estremamente sottili: misurano alcuni centesimi di micron (un millesimo di millimetro), pertanto riescono ad arrivare negli alveoli polmonari.

La storia della diffusione dell’amianto

I motivi della sua diffusione sono chiari già nella etimologia della parola: amianto significa, infatti, incorruttibile e inestinguibile, indicando così la sua capacità di resistere agli agenti corrosivi e al calore.

Di ciò erano consapevoli già i persiani ed i romani, che lo utilizzavano per avvolgere i cadaveri da cremare o ne mettevano un panno intorno al tronco degli alberi da abbattere per attutire il rumore degli stessi durante la caduta.

Marco Polo ne “Il Milione” parla dell’uso che ne veniva fatto come tessuto per confezionare tovaglie.

Nel ‘600 era utilizzato nelle medicine dell’epoca per curare alcune malattie come la scabbia e le vene varicose.

L’amianto è presente nei farmaci sino ai recenti anni ’60 per due tipi di preparati:

  • Polvere contro la sudorazione dei piedi
  • Pasta dentaria per le otturazioni.

Solo nel 1877 vennero alla luce i primi giacimenti di Crisotilo o ” amianto bianco” e nacque l’industria della lavorazione di queste fibre, con la rapida evoluzione degli usi tecnologici di questo minerale.

Nel 1912 un ingegnere italiano costruì la prima macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto.

In seguito nel periodo tra le due guerre nel nostro territorio è entrato con forza nelle abitazioni, non solo attraverso materiali edili ma anche con manufatti di uso quotidiano come giocattoli, filtri per il vino e talco.

È dagli anni ’50 in poi che si scoprono i danni dell’amianto e, nel trentennio successivo, numerosi studi su popolazioni lavorative in diversi settori che utilizzavano amianto hanno confermato il rischio cancerogeno legato alla inalazione delle fibre di asbesto ed il nesso con l’insorgenza del mesotelioma pleurico.

Negli anni ’80 finalmente i paesi più evoluti hanno emanato normative volte alla dismissione graduale di questo minerale dai cicli produttivi e nel 1983 la CEE ha emanato la Direttiva 477/83 nella quale si stabilivano i valori limite differenti per i differenti tipi di amianto.

Solo nel 1994 è stata vietata l’importazione e la vendita di materiali contenenti amianto.

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Nuovi incentivi

Recentemente è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che approva il finanziamento degli interventi di rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici.

Il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha sottolineato la necessità di procedere con la mappatura e le bonifiche.

Ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto in circolazione in Italia e l’unico modo per evitare nuove vittime è rimuovere ogni forma di esposizione ad esso.

Ci sono più di 2.400 scuole ed edifici scolastici dove è presente l’amianto e nei nostri territori è possibile trovarlo abbandonato e deteriorato, spesso bruciato con i rifiuti.

Non possiamo lasciarlo in eredità ai nostri bambini!

La lotta contro l’amianto è ancora lunga, ma questo decreto è un importante passo avanti verso un mondo migliore.

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