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Un progetto austriaco, su un campione di nuove case mono e bifamiliari, ha dimostrato che il solare termico, unito ad alcuni accorgimenti impiantistici, può consentire di coprire fino al 95% del fabbisogno di riscaldamento e acqua calda.

Il solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS) è un sistema oramai tecnologicamente maturo per questo, se ben bilanciato, può portare ad un risparmio notevole.

D’altra parte, l’Austria possiede una significativa esperienza nel settore ed è caratterizzata da una delle quote di installato di pannelli solari termici più elevata al mondo.

Sono infatti, 316 i chilowattora termici installati per 1000 abitanti contro una media di 71 dell’Unione Europea e 54 kWh termici in Italia.

Il Progetto Austriaco.

Tra il 2014 e il 2019, il Fondo austriaco per il clima e l’energia (Klima Energie Fonds) ha promosso e incentivato la costruzione di oltre 100 case mono e bifamiliari riscaldate con energia solare.

Per un anno dal loro completamento, è stato monitorato il 20% di queste abitazioni.

I dati dello studio hanno riportato che i collettori solari installati sono riusciti in media a coprire il 66% della domanda annuale di riscaldamento e di acqua calda sanitaria.

Questa quota, però, potrebbe crescere e superare il 95% se l’impianto prevedesse un sistema a massa termica attiva, un serbatoio di accumulo ed una adeguata superficie di collettori.

Il requisito per l’ammissione al finanziamento iniziale consisteva nel raggiungere una copertura del fabbisogno di riscaldamento degli ambienti e di acqua calda almeno del 70%.

A tale scopo, alcune delle abitazioni hanno associato al pannello solare un bruciatore a legna, collegato al sistema di riscaldamento. Altre, invece, hanno optato per una pompa di calore elettrica.

Dalla ricerca è emerso che in media ogni sistema ha prodotto 312 kWh/m2 di rendimento energetico ed il 60% dei sistemi solari termici ha superato l’obiettivo fissato.

Le fasce di frazione solare raggiunta

In particolare, la frazione solare raggiunta dagli edifici monitorati può essere suddivisa in tre fasce inferiori ai:

  • 35 kWht/m2 anno;
  • 22 kWht/m2 anno;
  • 10 kWht/m2 anno.

Grazie al monitoraggio, inoltre, si è scoperto che la domanda di energia per il riscaldamento degli ambienti era troppo elevata: la temperatura media era stata impostata a 23 °C, anziché a 20 °C. Questo comportava un aumento dei consumi dal 20% al 50%.

Allo stesso modo, bastava immagazzinare l’energia attraverso sistemi d’accumulo e a massa termica attiva per fare un vero salto di incremento della frazione solare.

Piccoli accorgimenti possono aiutare ad aumentare l’efficienza degli impianti solari e delle energie rinnovabili in generale.

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