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Ormai l’allerta meteo contraddistingue l’autunno in Italia. Non passa settimana in cui i cittadini dei comuni italiani non siano allarmati.

Il Codice arancio e rosso, sono il segno del cambiamento climatico, dei danni che l’uomo ha fatto al Pianeta.

Un dato di fatto riscontrabile dalle condizioni meteo di questi giorni: dopo la siccità dei mesi scorsi è arrivata la pioggia, sì, ma lo ha fatto con una violenza devastante.

Abbiamo assistito a scenari catastrofici: alberi caduti, fiumi esondati e autostrade inaccessibili.

A Milano le linee di trasporto sono saltate e in una scuola è crollata una parte di soffitto. Una tromba d’aria ha colpito il Friuli, ma l’allerta è estesa su tutto il territorio nazionale.

Secondo un’analisi dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel nostro paese le precipitazioni sono diminuite ma allo stesso tempo sono diventate anche più intense e concentrate, facendo di conseguenza aumentare il rischio idrogeologico.

Per capire la gravità di tutto ciò basta pensare che il 91% dei comuni italiani è a rischio dissesto.

L’alternarsi di periodi di siccità a nubifragi diventerà la norma e tutti ne subiranno le conseguenze.

allerta meteo Italia

Gli effetti economici della crisi climatica

La Coldiretti ha inserito questo autunno nella classifica dei più caldi degli ultimi 1800 anni, con una temperatura superiore alla media di circa 1,27 gradi.

Nei prossimi anni rischiamo di perdere fino all’1% della produzione agricola, ciò significa che avremo danni per oltre 30 milioni di euro l’anno nel settore alimentare.

È arrivato il momento di agire anche se ciò significa fare dei grandi sacrifici in termini economici e sociali.

È necessario destinare delle risorse alla risoluzione di queste problematiche.

Purtroppo spesso per farlo il governo deve prenderle da altre che da un punto di vista politico garantirebbero maggiori consensi.

Questo è il motivo per cui le forze politiche finiscono per non portare a termine i programmi per la salvaguardia dell’ambiente una volta salite al governo.

Invece è necessario che le istituzioni e le industrie si assumano la responsabilità di ciò che accade e si mobilitino affinché la popolazione agisca in modo rispettoso per l’ambiente.

                 Le azioni: il Decreto Clima aiuterà a ridurre le emissioni di CO2.

Il 14 ottobre scorso la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il Decreto Clima; prevede una serie di incentivi per chi rottama mezzi di trasporto inquinanti e alcuni fondi per i Comuni che avviano progetti green.

È vero, si tratta di un piccolo passo. Ma un passo alla volta possiamo arrivare lontano.

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