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Sai che l’idrogeno non genera emissioni di anidride carbonica?

Per questo avrà un ruolo decisivo nel garantire il raggiungimento degli obiettivi europei e globali di indipendenza dal carbonio entro il 2050.

Proprio così, l’idrogeno è un buon mediatore perché consente di superare la discontinuità della produzione di elettricità delle fonti rinnovabili, per questo garantisce continuità alla domanda di energia.

Il procedimento che consente di generare “idrogeno green” per elettrolisi da energie rinnovabili si chiama power-to-gas e permetterà di immagazzinare e trasportare l’energia prodotta dal sole e dal vento, che altrimenti non sarebbero programmabili.

Francia e Germania si stanno interessando alla possibilità di sfruttare questo elemento per rendersi automi nella fornitura di energia da esterni e per accelerare il passaggio da un’economia basata sui combustibili fossili ad una basata su energia sostenibile e rinnovabile.

In particolare, Berlino ha deciso di stanziare 110 milioni di dollari che andranno a 20 nuove strutture di ricerca per testare nuove tecnologie basate sull’idrogeno.

L’Italia avanguardia per l’uso di Idrogeno come Energia Rinnovabile

Nonostante gli sforzi, è italiana la prima sperimentazione dell’emissione di idrogeno nella rete di trasporto gas.

Il 5 Aprile 2019, a Contursi Terme, in provincia di Salerno, Snam ha immesso una miscela di idrogeno al 5% e gas naturale che ha alimentato un pastificio ed un’azienda di imbottigliamento di acqua naturale.

La zona è stata scelta ad hoc poiché è molto ventosa e la presenza di alcune pale eoliche facilita l’elettrolisi da cui nasce l’idrogeno green.

Dunque è possibile produrre idrogeno 100% rinnovabile e, con una semplice manovra, immetterlo in rete.

Pensa: se in futuro il 5% di idrogeno fosse iniettato lungo tutta la rete Snam, che trasporta oltre 70 miliardi di metri cubi di gas all’anno sarebbero introdotti circa 3.5 miliardi annui di metri cubi di idrogeno.

Cosa significa questo?

Si potrebbero ridurre le emissioni di anidride carbonica per un quantitativo pari a quello prodotto da 1,7 milioni di automobili, la metà dei veicoli di una regione come la Campania!

Sembra un sogno, vero?

Non lo è!

Anzi, Dina Lanzi, responsabile dell’ufficio tecnico Innovazione di Snam, definisce il prossimo step al 10% di percentuale di idrogeno presente nella miscela di gas immessa in rete.

Ma è davvero tutto così positivo? 

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Quali rischi e  vantaggi si nascondono dietro all’uso di idrogeno?

La società LINDE ha ufficializzato una scheda tecnica su proprietà e rischi dell’idrogeno in cui vengono descritte:

  • Le caratteristiche tecniche del gas,
  • Le misure di sicurezza per la sua gestione.

Andiamo a vederne qualcuna…

  1. Non tutti sanno che quando si verifica una fuga di gas quest’ultimo tende a salire verso l’alto. Invece i componenti delle miscele con idrogeno non si separano per effetto della gravità, per questo in caso di fuga non si ha un accumulo di H in alto, ma la miscela si muove come un insieme nell’ambiente.
  2. È un gas non corrosivo.
  3. Non ha alcun effetto fisiologico, ma se inalato in alta concentrazione può causare asfissia perché si sostituisce all’ossigeno nell’aria.

Preoccupante?

Non proprio. Il limite per rischio di asfissia da idrogeno è H>17% mentre per il rischio incendio/esplosione è H>4%.

Dunque prima che si crei un’atmosfera sottossigenata pericolosa molto probabilmente è già avvenuta un’esplosione!

  1. L’idrogeno non provoca danni all’ambiente; se rilasciato in atmosfera non danneggia l’ozono e non contribuisce all’effetto serra. Inoltre la sua combustione non produce anidride carbonica o elementi pericolosi, ma semplice acqua.
  2. È l’elemento più diffuso sulla Terra ma non è presente nella sua forma elementare, per questo può essere prodotto solo facendo reagire idrocarburi con acqua in un forno ad alta temperatura o con l’elettrolisi dell’acqua.
idrogeno
Fuel cell idrogeno

In realtà dobbiamo smentire i miti legati all’insicurezza nell’utilizzo dell’idrogeno poiché paragonato alla benzina è molto meno pericoloso.

I dati parlano chiaro:

  • Questo gas ha una temperatura di autoaccensione di 550° C contro la benzina con i 230-500 ° C,
  • L’idrogeno è più leggero, per questo si diluisce molto rapidamente in spazi aperti,
  • Si consuma molto velocemente; è stato calcolato che l’incendio con un veicolo a benzina si protrae per 20-30 minuti, mentre per uno con mezzo ad idrogeno non dura più di 1-2 minuti.

Chiudi gli occhi, immagina un mondo in cui tutta l’energia necessaria è a disposizione 24 ore al giorno, un mondo che non è più in pericolo. Un pianeta in cui finalmente l’uomo non ammazza Madre Natura per la propria ingordigia.

Forse siamo sulla strada giusta per concretizzare questo sogno!

Inizia a dare il tuo contributo: tante piccole azioni unite possono creare un grande cambiamento.

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