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Ieri, 10 maggio 2020, è stata celebrata l’undicesima edizione della Giornata Nazionale della bicicletta.

Si tratta di una grande occasione per sottolineare l’importanza dell’uso di questo veicolo  che, oggi  più che mai, permette di muoversi in sicurezza.

Con l’avvio della Fase 2, infatti, la bici sembra essere il mezzo che favorirà la ripresa  perché:

  • Consente gli spostamenti individuali rispettando il distanziamento tra persone,
  • Non impatta in modo negativo con l’ambiente.

Dunque la bicicletta consentirebbe di ridurre l’uso di mezzi pubblici senza incrementare quello dell’automobile, del traffico e del livello di smog conseguente.

La Bicicletta come arma per un Paese sostenibile

L’emergenza Coronavirus deve farci riflettere e spingerci a trovare soluzioni per ripartire in modo sostenibile con azioni e provvedimenti chiari.

Potremmo iniziare a studiare un progetto di città in cui circolino più bici che auto, incentivandone l’uso per andare a lavoro o a fare la spesa, evitando così code e inquinamento.

Come si immaginava che fosse, la Fase 2 ha visto un incremento delle uscite all’aperto nelle aree appenniniche e verso le seconde case.

La bicicletta potrebbe essere la soluzione ideale per spostarci in modo sostenibile rispettando il distanziamento fisico tra le persone.

I Bonus

Disincentivare l’uso di mezzi pubblici senza congestionare il traffico è la priorità della fase attuale  e di quelle a seguire.

Per questo motivo,  il Governo ha deciso di promuovere gli spostamenti sostenibili attraverso un Bonus che coprirà la spesa fino a 500 euro per l’acquisto di:

  • biciclette,
  • bici elettriche,
  • monopattini,
  • Segway,
  • Hoverboard.

Molto probabilmente il buono di mobilità sarà dedicato ai residenti nelle città metropolitane e aree urbane con più di 50.000 abitanti e non sarà legato a parametri di reddito.

Coloro che faranno richiesta potranno ottenere la restituzione del 70% del valore del mezzo acquistato.

Il Decreto Maggio, dunque, è un’ulteriore passo avanti verso un paese sostenibile, ma non è ancora abbastanza: sarà necessario ripensare gli spazi urbani con meno parcheggi e più aree verdi e piste ciclabili. Queste, infatti, hanno assunto negli ultimi anni le caratteristiche di vere e proprie infrastrutture di mobilità alternativa sulle quali il nostro Paese deve puntare, adesso più che mai, data l’emergenza Covid-19.

Se vuoi saperne di più e restare aggiornato su quello che accadrà dopo il 17 maggio, quando entreremo nella Fase 2.1 puoi continuare a seguirci ed iscriverti alla nostra Newsletter.