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La scorsa settimana è stata densa di eventi importanti dedicati alla riflessione e alla mobilitazione per la salvaguardia del nostro ecosistema e della biodiversità, in particolare:

  • il 20 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale delle Api,
  • il 22 maggio è stata la volta della Giornata internazionale delle Biodiversità,
  • il 23 maggio l’attenzione si è spostata sulla Giornata Mondiale delle Tartarughe.

 

La Giornata Internazionale delle Biodiversità.

Grande protagonista della Giornata internazionale della Biodiversità è stato il nostro amato Mar Mediterraneo: una risorsa ricca di natura, ma costantemente minacciata.

Non tutti sanno che l’Italia è il Paese europeo che presenta il più alto numero di specie: ospita, infatti, circa la metà di quelle vegetali e un terzo di tutte quelle animali presenti in Europa.

Il Mediterraneo rappresenta solo lo 0.82 % di tutte le superfici marine del Pianeta e lo 0.32% del volume di tutti i mari, eppure è il più ricco di biodiversità; ospita oltre 12.000 specie marine.

Purtroppo questo tesoro si sta impoverendo sempre più a causa di:

  • un eccessivo prelievo dovuto alla caccia ed a catture accidentali,
  • l’inquinamento delle acque,
  • l’urbanizzazione massiccia delle coste,
  • la trasformazione degli habitat prodotta dalle attività umane.

 

Per questo motivo Legambiente, nella giornata dedicata alla Biodiversità a rischio, accende i riflettori sul Mare Nostrum.

Le notizie non sono rassicuranti: purtroppo il 2020, che avrebbe dovuto essere un anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, non ha soddisfatto le aspettative.

supporto uomo-natura

 

Perché proteggere la biodiversità?

La pandemia che stiamo affrontando è il chiaro segno di quanto oggi gli ecosistemi siano più fragili  e di quanto sia, dunque, essenziale preservarli.

A tal proposito, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha ribadito la volontà di sostenere il disegno di legge che prevede l’inserimento della tutela dell’ambiente nella Costituzione italiana.

Ma ci vorrà molto tempo ancora.

È possibile, però, nel frattempo, mettere in atto una serie di piccoli tentativi che rendano più forti le nostre aree protette e la nostra biodiversità.

Ad esempio, potremmo mettere in sicurezza gli habitat naturali con la creazione, entro il 2030, di aree marine e terrestri protette per almeno il  30% del territorio nazionale italiano. Sarà possibile così individuare alcune fasce di territorio in cui non siano permesse le attività all’uomo e la natura abbia la possibilità di rigenerarsi.

Il Dossier di Legambiente, presentato nella Giornata dedicata alla Biodiversità a rischio, evidenzia che ogni anno mediamente 180 delfini vengono trovati morti lungo le coste perché pescati accidentalmente e che sono a rischio estinzione il 53% di squali e chimere.

Inoltre lo studio mostra che, tra le 672 specie di animali vertebrati italiani, sei si sono estinte recentemente e 161 sono minacciate, fra queste ci sono:

 

  • lo squalo volpe,
  • l’anguilla,
  • il grifone,
  • l’ aquila di Bonelli,
  • l’orso bruno.

 

È arrivato il momento di dire basta e salvaguardare la nostra biodiversità: è a rischio il mondo intero, anche tu.

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