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Il 27 novembre scattano i giorni di acquisti frenetici on line e, a causa della pandemia, si prevedono livelli mai raggiunti negli anni precedenti.

Questo evento è importante e fruttuoso per le imprese e per l’economia in generale, ma è allo stesso tempo estremamente preoccupante in termini di emissioni di gas serra e di inquinamento.

Ad incidere non saranno solo la produzione degli oggetti messi in vendita sugli scaffali virtuali, ma soprattutto la distribuzione e la consegna degli articoli acquistati.

A rivelare quanto pagherà l’ambiente per il nostro shopping on line è una ricerca condotta in Gran Bretagna dal sito Money.

In particolare, lo studio dimostra che la consapevolezza dei consumatori per questo problema è bassissima; solo uno su dieci è a conoscenza di quanto l’ambiente sarà colpito negativamente dalle consegne effettuate durante il Black Friday.

L’analisi non si è fermata ad una valutazione complessiva, ma ha esaminato dettagliatamente:

  • Le credenziali ambientali delle aziende,
  • Il numero di pacchi che si prevede saranno portati a casa degli acquirenti,
  • Le emissioni di anidride carbonica prodotta da ciascuna consegna.

Quanto inquinerà il Black Friday?

I dati sono inquietanti: solo in Gran Bretagna, è prevista per l’occasione l’emissione di più di 429 mila tonnellate di CO2. L’equivalente di 435 voli di andata e ritorno dall’Unione Europea a New York.

I ricercatori hanno, inoltre, analizzato l’operato di alcune aziende durante il Black Friday del 2019 e hanno concluso che Hermes sarà responsabile della maggior parte delle emissioni di anidride carbonica, mentre si aggiudicherà il titolo di azienda più virtuosa la Royal Mail. Quest’ultima ha infatti adottato una politica sostenibile di consegna dei pacchi:

– utilizzando veicoli ad inquinamento zero,

– incentivando il sistema definito “percorso a piedi”; i dipendenti avranno a disposizione tricicli elettrici     per la consegna dei pacchi, ma dovranno raggiungere le abitazioni dei cittadini camminando.

Anche Amazon ha deciso di utilizzare, in Gran Bretagna, 1800 veicoli elettrici, che si aggiungeranno ai mezzi “ordinari” a gasolio e a benzina.

Chi sono gli acquirenti dal cuore green?

La ricerca britannica rende noto che i giovani tra i 16 e i 24 anni hanno il doppio delle probabilità (16%) di scegliere un’opzione di consegna a bassa emissione di CO2, rispetto alla fascia di età superiore ai 55 anni (8%).

Inoltre, solo un acquirente su 10 (11,7%) considera la possibilità di ridurre le emissioni di anidride carbonica all’interno delle proprie intenzioni di acquisto on line.

Il 72% invece ammette di preferire i rivenditori che offrono la consegna gratuita, l’opzione meno ecologica ed il 20% rifiuta di pagare un extra per compensare la generazione di anidride carbonica con il proprio acquisto. Mentre il 17% dei compratori pagherebbe fino a 2 sterline per farlo.

Dalla ricerca è possibile dedurre che il 42% degli acquirenti non si sente in colpa per l’ambiente quando acquista articoli online e che, nonostante vi sia un chiaro interesse da parte dei consumatori a ridurre l’impatto ecologico durante gli acquisti, la velocità e l’affidabilità sono considerate due qualità imprescindibili.

La situazione in Italia

Secondo uno studio dell’Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano, nel 2019 il volume di acquisti nei 4 giorni di Black Friday è cresciuto del 39%. Si prevede, pertanto, un aumento ancora più grande quest’anno, a causa delle restrizioni in vigore.

Inoltre, in Italia, aziende come Amazon utilizzano solo automezzi per consegnare sul territorio nazionale. Questo incide moltissimo sulle quantità di emissioni nocive generate.

E non finisce qui perché l’e-commerce italiano consuma mediamente il 35% di tutta la plastica prodotta nel nostro Paese.

Ulteriore aspetto da prendere in considerazione consiste nel fatto che, dove il 50% degli acquisti avviene on line, la congestione urbana aumenta del 34% l’inquinamento e i tempi di percorrenza.

Per questo motivo, secondo uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) l’impronta ambientale di un acquirente online è:

  • doppia rispetto a quella di in negozio
  • tripla se si sceglie la consegna rapida.

Durante il Black Friday, dunque, i livelli di inquinamento crescono in modo esponenziale.

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