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Uno nuovo studio, portato avanti da un team di scienziati dell’ETH di Zurigo, afferma che l’inquinamento derivante dall’attività dell’uomo ed i conseguenti cieli grigi hanno un effetto diretto sulla radiazione solare.

La ricerca è stata svolta in Cina ed ha riguardato i dati dell’irraggiamento provenienti da 119 stazioni sul territorio. I risultati hanno dimostrato che nel periodo dal 1960 al 2015 il potenziale fotovoltaico si è ridotto di una quota tra l’11% e il 15%.

Tradotto? La Repubblica Popolare Cinese spreca un quantitativo enorme di energia pulita.
Quanta ne spreca? Secondo l’articolo pubblicato su Nature Energy l’equivalente della produzione annuale della Tunisia.

Continua a leggere, le cose si fanno davvero interessanti.

COSTI UMANI, SOCIALI ED ECONOMICI

L’inquinamento atmosferico costituisce la quarta causa di morte a livello mondiale (dopo fumo, pressione alta e cattiva alimentazione).
La Cina si attesta al quinto posto tra i paesi con il più alto numero di vittime derivanti da questo fenomeno, oltre che il primo produttore e consumatore mondiale di energia proveniente dal carbone (che contribuisce per una quota pari al 72% della produzione totale – Fonte EIA).

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Credits: Niall McCarty, Statista. I numeri inseriti in questo grafico si riferiscono ai decessi per cause legate all’inquinamento atmosferico ogni 100.000 abitanti.

Il World Health Organization (WHO) afferma che circa il 90% della popolazione mondiale respira aria inquinata e questo contribuisce ogni anno a mietere più di 7 miliardi di vittime, con tassi pro-capite molto maggiori nei paesi in via di sviluppo.

Ai costi umani si legano anche una serie di costi economici che vengono evidenziati nello studio. La Cina perde 1.9 miliardi di dollari ogni anno, ma le perdite sono destinate ad aumentare arrivando a 6.7 miliardi di dollari entro il 2030.

Questo studio deve far riflettere riguardo al futuro del mercato delle energie rinnovabili.
Se è vero che già adesso le fonti pulite di energia cominciano ad essere molto più concorrenziali delle fonti fossili, il crescente inquinamento atmosferico potrebbe ridurre il loro appeal, proprio a causa della diminuzione del potenziale energetico degli impianti.

IL ROVESCO DELLA MEDAGLIA

Come per tutte le analisi dei dati, anche questa si presta a diverse interpretazioni.
Nonostante l’immagine fornita dallo studio risulti catastrofica, è possibile trovarne un’interpretazione positiva: in Cina basterebbe tornare ai livelli di radiazione solare del 1960 per ottenere un incremento del 12%-13% della produzione solare ed un beneficio di 4-6 miliardi di dollari entro il 2030.

In cosa si traduce tutto questo?

Naturalmente in CO2 che non viene immessa nell’atmosfera grazie all’energia pulita delle fonti rinnovabili.
Quanto detto viene causato anche dalle emissioni di CO2 che ogni singolo cittadino contribuisce a generare attraverso i suoi consumi energetici derivanti da fonti fossili.

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Stalker changing reality into clear and healthy future

Per evitare che quanto sta accadendo in Cina si verifichi anche in Europa è necessario che ognuno di noi prenda coscienza che è in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 grazie alle energie rinnovabili.

Non ci credi?
Oggi entrare nel mondo delle energie rinnovabili è sempre più alla portata di tutti e se leggi il nostro blog da un po’ te ne sarai sicuramente accorto!

Perciò, se vuoi contribuire alla riduzione di CO2 puoi:

  1. Passare alle energie rinnovabili. Sono diverse le soluzioni a tua disposizione: fotovoltaico, pompe di calore, solare termodinamico, accumulo virtuale (nei link trovi diverse guide con consigli utili per prendere la migliore scelta possibile);
  2. Leggere i 10 comandamenti di EPG per salvare il pianeta;
  3. Iscriverti alla newsletter di EPG.