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La Cina è sempre più soffocata dall’inquinamento atmosferico a causa della massiccia industrializzazione che, se da un lato ha permesso a questo Paese di crescere ad una velocità supersonica, dall’altra ha contribuito a creare seri danni ambientali.

Nel 2017 è arrivata ad emettere dieci miliardi di tonnellate di CO2 in un anno.

Una quantità inaccettabile che spinge gli abitanti a:

  • munirsi di mascherine
  • barricarsi in casa a causa dello smog.

Questo è uno dei motivi che hanno spinto Pechino ad attivarsi alla lotta all’inquinamento.

La Cina finalmente si mobilita a tutela dell’ambiente

Fra i progetti più innovativi approvati dall’autorità Cinese eccelle la Città-Foresta di Liuzhou.

Si tratta dell’idea, approvata dall’amministrazione di Liuzhou nel 2017, che punta a creare un insediamento urbano immerso nella natura.

Questo progetto verrà ultimato nel 2020 ed ha la firma di Stefano Boeri Architetti, lo studio italiano che ha già realizzato il Bosco Verticale di Milano.

Liuzhou Forest City verrà costruita nella provincia meridionale di Guangxi, nei pressi del fiume Liujiang, occuperà uno spazio di 175 ettari ed ospiterà 30.000 abitanti.

Questa nuova città totalmente green sarà autonoma da un punto di vista energetico:questo grazie alla collocazione su unazona geotermica e alla dotazione di pannelli solari sui tetti.

I collegamenti con la città saranno permessi da una linea ferroviaria veloce e da automobili a motore elettrico.

40.000 alberi e circa 1.000.000. di piante verranno seminati su tutti gli edifici.

City forest

Cosa comporterà questo?

  • 10.000 tonnellate di CO2 potranno essere assorbite;
  • 57 tonnellate di polveri sottili verranno eliminate;
  • 900 tonnellate di ossigeno verranno prodotte.

Decisamente un bel passo avanti per il primo paese al mondo produttore di inquinamento atmosferico!

Ma non finisce qui.

Sì, perché nel frattempo la Cina sta portando avanti anche il progetto ”Grande Muraglia Verde”.

Si tratta di un programma lanciato nel 1978 con il quale far crescere una foresta di 250.000 chilometri quadrati.

Anche questo provvedimento muove da una grave minaccia: l’avanzamento del deserto del Gobi ad un ritmo di 20 metri all’anno.

L’unico modo per opporsi a questa desertificazione è aumentare la percentuale delle foreste presenti sul territorio almeno del 26% entro il 2030.

Come vedi in tutto il mondo ormai è tempo di cambiare rotta.

Non è più un “piacere” ma una necessità.

Rischiamo l’estinzione!

Anche tu puoi fare la tua parte.

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