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La COP 25 che si è svolta da poco a Madrid è un anticipo di ciò che accadrà nell’anno decisivo, il 2020, quando molte nazioni dovranno presentare nuovi piani d’azione per il clima.

Sì, perché al momento non si sta facendo abbastanza per raggiungere i tre obiettivi climatici:

  • Ridurre le emissioni del 45% entro il 2030,
  • Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050,
  • Stabilizzare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C entro la fine del secolo.

Il mondo è già più caldo di 1,1 °C rispetto alla nascita della Rivoluzione industriale.

Se continuiamo così le temperature globali potrebbero aumentare dai 3,4 ai 3,9 °C già in questo secolo.

Cosa significa questo?

Effetti Climatici Distruttivi su larga scala.

Le future generazioni dovranno confrontarsi con conseguenze sempre più allarmanti del cambiamento climatico:

saranno la normalità.

Per questo motivo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha sottolineato la necessità imminente di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 7.6 % dal 2020 al 2030.

Conclusioni del COP25

Questo vertice è servito da spinta prima delle cruciali scadenze del 2020 stabilite dall’Accordo di Parigi.

Settanta Stati e più di cento città si sono impegnati ad azzerare le emissioni di CO2 e a raggiungere la quota del 100% di energia rinnovabile utilizzata.

Inoltre più di 100 manager di grandi aziende private si sono impegnati ad accelerare la green economy.

L’importanza del COP 25 è enorme.

Abbiamo ancora troppa difficoltà a raggiungere i tre obiettivi climatici.

È vero, abbiamo visto una crescita delle rinnovabili abbastanza significativa, ma ancora non è abbastanza.

È necessario decarbonizzare il mondo.

Certo, in alcuni settori è più facile, in altri ci vorrà molto più tempo ma dobbiamo iniziare subito!

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La condizione italiana

È sbagliato pensare che l’Italia in quanto piccolo Stato non possa avere un ruolo chiave in questo progetto.

L’Italia è un paese manufatturiero e molte delle aziende della nostra industria sono legate ai combustibili fossili, ciò comporta difficoltà oggettive nella transizione al modello 100% rinnovabile, ma è necessario che, un passo alla volta, cominci a cambiare.

L’obiettivo è importante, ma possiamo farcela. Abbiamo tutti i presupposti per riuscirci, basta solo un po’ di impegno.

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