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Ieri si è conclusa la COP 25, la più lunga conferenza mondiale, quella in cui i grandi capi di stato avrebbero dovuto dare una grande accelerata ai programmi ambientalisti.

Non ci sono dati tranquillizzanti, non sono stati fatti grossi passi avanti e gli obiettivi da raggiungere sono impegnativi, ma i “poteri” hanno deciso che la salvezza della Terra non è poi così prioritaria, o forse che gli interessi delle compagnie dei combustibili fossili dovessero avere la meglio.

A nulla sono servite le manifestazioni in ogni piazza nel mondo, le migliaia di persone che invano hanno alzato la voce per sottolineare la necessità di agire subito.

È stata l’ennesima occasione sprecata!

Il testo redatto continua a ripetere le stesse cose delle conferenze precedenti e rimanda al COP 26 per ulteriori decisioni.

Cosa non è stato fatto al COP 25?

Dal summit COP 25 ci aspettavamo molto di più. Le questioni più importanti da risolvere dovevano essere:

  • L’Articolo 6; prevede una serie di meccanismi volti a ridurre le emissioni cumulative di anidride carbonica. Si tratta di un nuovo mercato internazionale del carbonio per favorire lo scambio di quote di CO2 tra i diversi paesi.

Inutile sottolineare che l’insieme delle regole da porre alla base dell’articolo non sono state definite a causa delle pressioni dei Paesi oppositori come il Brasile e l’Arabia Saudita.

 

  • Un passo avanti nel meccanismo “loss and damage”; si tratta di un piano per incrementare il sostegno finanziario delle Nazioni più ricche e sviluppate a sostegno di quelle più povere del Pianeta, in modo da aiutare quest’ultime a realizzare progetti nelle energie pulite e nella tutela ambientale.

Purtroppo anche su questo punto si è concluso poco o niente. Il testo finale della conferenza si limita a ricordare l’impegno di 100 miliardi di dollari da mobilitare nel 2020 per sostenere le nazioni in via di sviluppo.Greta-Thunberg

 

Il Grande Paradosso

È triste affermarlo, ma si è trattato solo di un grande paradosso: anziché trovare il modo di ridurre l’inquinamento atmosferico se ne è prodotto altro muovendo (inutilmente) centinaia di persone in tutto il mondo.

Pensaci, è assurdo. In quanti hanno preso l’aereo per prendere parte alla conferenza?

Per cosa?

Non prendere alcuna decisione e spostare il problema da trattare all’anno prossimo, alla   COP 26.

Ma il prossimo anno, se non faremo niente, la Terra sarà sempre più calda e le conseguenze sempre più devastanti.

Per fronteggiare l’emergenza climatica l’Europa dovrà ridurre le emissioni di almeno il 65% entro il 2030.

Stiamo scherzando con il fuoco, e non è una metafora!

Non basta manifestare e alzare la voce con i Capi di Stato, non ci ascoltano! Non scontentare le Lobbies è più importante.

Beh, allora è arrivato il momento di agire e spingere al massimo il pedale anche da un punto di vista individuale.

Ognuno di noi può e deve condurre una vita ecosostenibile, con azioni che non arrechino danni all’ambiente.

Cerca di essere tu il cambiamento che vuoi vedere.

Il mare è composto da tante piccole gocce d’acqua.

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