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Il Coronavirus, l’epidemia che sta decimando la popolazione Cinese uccidendo 2000 persone e infettandone 74.000, ha ridotto la quantità di emissioni inquinanti del 6% sul totale mondiale, l’equivalente di almeno 100 milioni di tonnellate nelle ultime due settimane.

Il virus ha paralizzato l’economia cinese abbattendo la domanda energetica e le sue emissioni in modo esponenziale.

Sì, perché le misure per contenere il coronavirus hanno portato a riduzioni della produzione dal 15% al 40% con l’effetto di spazzare via un quarto di emissioni di CO2. Ma esaminiamo bene la questione:

             Quali sono gli effetti della paralisi economica da Coronavirus?

  • L’utilizzo del carbone nelle centrali elettriche è al minimo da quattro anni,
  • I tassi di funzionamento delle raffinerie di petrolio sono al livello più basso dal 2015,
  • I livelli di inquinamento atmosferico sono diminuiti del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso,
  • I voli nazionali sono scesi del 70% rispetto allo scorso mese.

Per capire gli enormi vantaggi che ha apportato all’ambiente basta pensare che nello stesso periodo, l’anno scorso, la Cina ha rilasciato circa 400 milioni di tonnellate di CO2.

A questo punto la domanda che ci poniamo è:

I risultati ottenuti saranno ricompensati o, peggio, invertiti dalla risposta del governo alla crisi?

Li Shuo, consulente politico di GreenPeace China, ha spiegato che quando il Coronavirus sarà placato, è molto probabile che le fabbriche massimizzeranno la produzione per compensare le perdite durante il periodo di fermo.

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I risvolti in Italia

L’Italia è al vertice dei paesi europei nella classifica per la diffusione di focolai nella propria area geografica.

Al momento si contano 6 morti, una Regione in quarantena e la diffusione non tarda ad aumentare.

Anche qui molte attività hanno esaurito le proprie risorse e sono bloccate in attesa che la quarantena venga ritirata.

Tutto questo allarmismo è giustificato? Quali conseguenze ci saranno per l’ambiente e quali per l’economia?

Paradossalmente il benessere dell’ambiente in questi giorni dipende dal malessere dell’uomo.

Forse però si tratta anche in questo caso solo della conseguenza dell’azione umana.

Le persone colpite sono le più deboli, la cui debolezza spesso dipende da malattie del secolo come il cancro, la cui causa principale è l’inquinamento ambientale.

Certo, il virus probabilmente si sarebbe sviluppato ugualmente, ma forse non avrebbe trovato un terreno così fertile per la sua diffusione.

Tutto torna, il male generato all’ambiente e al nostro ecosistema ricade sull’uomo.

Eppure basterebbe scegliere azioni a sostegno della causa ambientale come utilizzare solo energia derivata da fonti rinnovabili o consumare cibi a chilometri zero.

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