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La crisi climatica sta sconvolgendo il mondo. Temperature in aumento ed ecosistema in continuo cambiamento mettono in difficoltà i Sami in Lapponia che, già depredati delle proprie terre, soffrono ora anche di una crisi identitaria.

Queste popolazioni abitano l’Artico da migliaia di anni e costituiscono il 10% della popolazione totale che vive in queste aree.

Le conseguenze della Crisi Climatica sulle popolazioni aborigene.

A causa del cambiamento climatico 40 gruppi etnici diversi sono in pericolo: si tratta di 200.000 individui residenti nel territorio europeo tra Norvegia, Finlandia, Svezia e Groenlandia.

Uno dei pochi centri di ricerca sul tema si trova in Finlandia, presso il Centro Artico dell’Università della Lapponia.

Qui, gli studi si sono concentrati sulla comunità Sami e sul territorio artico, sottolineando che l’indebolimento del loro ambiente naturale, dettato dal cambiamento climatico, costituisce una minaccia anche per il loro sapere tradizionale.

Per le popolazioni indigene la conoscenza, la percezione dell’ambiente e le relazioni con esso sono elementi di identità culturale.

Oggi però hanno molta difficoltà a trasmettere alle nuove generazioni conoscenze e competenze tradizionali come la caccia, la pesca, la pastorizia e le lingue native ancestrali.

Inoltre l’attuale sfruttamento delle terre limita:

  • la loro libertà di movimento,
  • l’utilizzo del territorio
  • la sua salvaguardia.

aborigeni sami

Quali aspetti sono più colpiti?

L’area artica è bersagliata da varie angolazioni:

  • l’acidità degli oceani sta aumentando più velocemente che mai,
  • i cambiamenti nelle modalità di trasporto marittimo, nella pesca artica e nell’uso del territorio comportano una grossa perdita di biodiversità.

Dunque questi cambiamenti riguardano anche la fauna che le popolazioni indigene sono abituate a utilizzare per alimentarsi.

Inoltre lo scioglimento dei ghiacciai marini e il disgelo del permafrost (terreno tipico delle regioni dell’estremo Nordeuropa) minacciano i villaggi costieri con tempeste sempre più violente.

Secondo le stime delle Nazioni Unite le popolazioni indigene rappresentano meno del 5% della popolazione ma salvaguardano l’80% della biodiversità mondiale.

Gli aborigeni Sami:

  • chiedono di poter esprimere la loro opinione
  • considerano le regole discusse durante la COP 25 come un pericoloso passo indietro per il sostentamento della comunità, a vantaggio delle multinazionali che sfruttano le risorse minerarie del luogo.

Ciò che ci fa più male è constatare che a pagare per la scelleratezza di altri sono sempre i più deboli e coloro che non ne hanno colpa.

Unico modo per rimediare è fare ognuno la propria parte, adottando un comportamento green.

Pochi, semplici gesti possono aiutare a risolvere problemi che sembrano lontani ma che preavvisano conseguenze ovunque, anche su di te.

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