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È tempo di azioni concrete che diffondano una cultura della sostenibilità attraverso aiuti tangibili all’adozione di energie rinnovabili. Questo è quanto dichiarato e ribadito dal Governo italiano attraverso il Superbonus 110%.

In particolare, l’Ecobonus 110% sprona gli italiani a adottare uno stile di vita quasi completamente sostenibile attraverso l’efficientamento energetico della propria abitazione e l’uso di mezzi di trasporto ad energia rinnovabile.

Grazie alla manovra sono stati stanziati 350 milioni di euro per il biennio 2020-2021 con cui incentivare l’acquisto di auto elettriche BEV (Battery Electric Vehicle) ed ibride plug-in.

Sarà possibile dunque accedere a sconti fino a 10.000 euro per l’acquisto di auto ecologiche. Basterà prenotare l’incentivo sul sito ufficiale del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico).

Ecobonus: bonus e malus

In realtà il piano di Governo prevede una duplice strategia e, se da una parte premia coloro che ridurranno le emissioni di CO2, dall’altro tassa i veicoli che inquinano maggiormente attraverso una nuova ecotassa.

È sicuramente un motivo in più per scegliere un’auto elettrica!

Ma il Decreto ha voluto fare un ulteriore passo avanti e, con l’Ecobonus 110%, promuove anche l’installazione di colonnine di ricarica.

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Le colonnine di ricarica a casa tua.

L’Articolo 119 comma 8 apre il Superbonus 110% all’installazione di colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Sarà applicabile per le spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e la detrazione sarà distribuita in 5 quote annuali percepibili anche attraverso lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta.

Condizione necessaria per accedere all’Ecobonus 110 è l’installazione della colonnina congiunta ad uno degli interventi trainanti e che l’edificio migliori di almeno 2 classi energetiche.

I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle entrate ha recentemente chiarito che è possibile portare in detrazione anche “i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW”.

Nello specifico sono due i dubbi dissipati:

  • Il limite massimo va inteso come assoluto o come potenza aggiuntiva rispetto a quella già a disposizione?
  • La voce di spesa dev’essere riferita alla potenza richiesta o alla “potenza disponibile” effettiva, considerata la prassi dei fornitori di aggiungere alla “potenza impegnata” anche un ulteriore 10%?

Per rispondere l’Agenzia ha precisato che il limite di spesa di 3000 euro è annuale e riferito a ciascun intervento di acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica.

In altre parole, il contribuente che intende avvalersi della agevolazione fiscale prevista dalla Legge può aggiungere fino ad un massimo di 7 kW alla propria utenza potendo usufruire di una agevolazione per:

-le spese relative all’acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici,

-i costi per la richiesta di potenza aggiuntiva.

Se hai ancora dubbi puoi parlare con un nostro esperto.

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