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Dal 15 ottobre il Superbonus al 110% sarà pienamente operativo. Nell’ultima circolare sono state chiarite le incognite e aggiunte novità importanti; andiamo a vedere quali sono!

Il Superbonus può essere ceduto a familiari e conviventi

L’agevolazione fiscale è garantita anche ai familiari, agli inquilini ed ai conviventi del proprietario dell’immobile che abbiano sostenuto la spesa. La domanda può essere presentata anche per un immobile diverso dall’abitazione principale, una casa vacanze ad esempio, ma non vale per gli immobili concessi in locazione o comodato d’uso. Ha la possibilità di avvalersi del Superbonus al 110% anche il promissario acquirente dell’immobile, a condizione che sia stato già stipulato un contratto preliminare di vendita.

Anche gli imprenditori potranno richiedere il rimborso

La circolare precisa che anche gli imprenditori ed i lavoratori autonomi potranno avvalersi del bonus per le unità immobiliari collocate all’interno di condomini, mentre per le proprietà indipendenti l’incentivo avrà valenza solo per le risorse che esulano dall’attività d’impresa.

Il rimborso sarà esteso a…

Sarà possibile includere nella domanda anche le spese accessorie relative al costo dei materiali o della progettazione come: perizie, sopralluoghi, spese di progettazione, ispezione e prospezione.

La circolare n. 24/E dà inoltre l’avvio alla possibilità di cedere il credito d’imposta o chiedere lo sconto in fattura. Dal 15 ottobre 2020 fino al 16 marzo 2021 sarà possibile:

  1. Reclamare la cessione integrale del credito d’imposta; in questo caso il cliente non avrà altri obblighi nei confronti del Fisco né crediti da reclamare.
  2. Chiedere lo sconto in fattura al fornitore che recupererà nei cinque anni successivi sotto forma di credito fiscale le somme riconosciute come sconto.

La cessione si applica a tutti gli interventi agevolati attraverso:

  • Il Superbonus 110%,
  • l’Ecobonus fino al 75%,
  • Il Sisma bonus 110%,
  • Il Bonus Facciate 90%,
  • Il Bonus Ristrutturazioni 50%.

La cessione del credito conviene se non si ha la possibilità di anticipare l’importo in contanti o se si teme di non riuscire a sfruttare per intero le detrazioni.

Inoltre, è finalmente chiaro che chi compie i lavori non è obbligato ad accettare la cessione del credito. Questo aspetto incide fortemente per gli appartamenti in condominio perché ogni singolo condomino può scegliere se saldare direttamente l’impresa per la sua quota o cedere a terzi il credito. Allo stesso modo, se un immobile ha più proprietari ognuno ha diritto di scegliere se cedere il credito o no.

Altro aspetto importante riguarda la possibilità di cedere il credito successivamente. Se ad esempio per i lavori effettuati nel 2020 si cede il credito a partire dalla seconda rata, la scadenza sarà il 16 marzo 2022.

Adesso è tutto chiaro, è ora di partire.

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