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Il fotovoltaico lo usava già Matt Damon nel film “The Martian” uscito nel 2015, per sopravvivere proprio su Marte.

Come spesso accade solo 3 anni dopo la finzione si trasforma – parzialmente, sia chiaro – in realtà.

Il 26 novembre 2018 la sonda InSight (INterior exploration using Seismic Investigation, Geodesy and Heat Transport) della NASA è atterrata su Marte, portando a compimento un “ammartaggio” perfetto e progettato ai minimi dettagli.

Negli ultimi sette minuti del percorso ha compiuto una serie di manovre in assoluta autonomia, senza che dalla Terra fosse possibile intervenire.

Arrivare su Marte è complicatissimo: negli ultimi anni molti robot hanno terminato in modo infelice il loro viaggio sulle rocce del pianeta.

Il problema principale è l’atmosfera di scarsa densità: è pari a un centesimo di quella terrestre. Facile intuire che rallentare quanto necessario è frutto di calcoli realizzati senza margini di errore.

Quando mancavano 11 km dal suolo la sonda ha ridotto di dieci volte la sua velocità portandola a 2.000 km/h. A questo punto ha aperto il suo paracadute e rilasciando al suolo lo scudo termico.

Nell’ultimo minuto, un’altra riduzione di dieci volte della velocità, l’abbandono del paracadute e i retrorazzi che lo hanno collocato “dolcemente” sul suolo rosso.

La notizia è arrivata sul nostro pianeta con 8 minuti di ritardo: alla velocità della luce un segnale da Marte impiega questo tempo per giungere a noi percorrendo i…146 milioni di km di distanza (da repubblica.it).

IL TRICOLORE SULLA SUPERFICIE ROSSA

Il viaggio è stato possibile grazie ad una “bussola” italiana: il sensore stellare Space Tracker è stato ideato e progettato dal team ingegneristico “Leonardo” di Campi Bisenzio, vicino Firenze.

Per conoscere la posizione precisa della sonda, la NASA si è affidata ad un altro gioiello italiano: Larri (Laser Retro-Reflector for InSight). Un riflettore laser sviluppato dall’Istituto nazionale di fisica Nucleare col supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana.

InSight è planato in un cratere di massa polverosa, con una inclinazione di 4°. Una situazione ottimale per il dispiegamento degli strumenti scientifici che costituiranno il lavoro quotidiano dell’”esploratore” e luogo ideale per l’alimentazione dei pannelli fotovoltaici della sonda.

Viaggio su Marte

Lanciata il 5 maggio dalla Vanderbergh Air Force Base in California, InSight ha compiti ben precisi. Per un anno e 40 giorni marziani (che equivalgono a 2 anni terrestri) studierà l’interno del pianeta e studierà la formazione dei corpi celesti

ENERGIA A VOLONTA’ COL FOTOVOLTAICO!

La navicella ha già stabilito un nuovo record. Durante il suo primo giorno su Marte, il veicolo alimentato ad Energia Solare ha prodotto più energia di tutte le precedenti missioni: “Grazie ai 4588 wattora prodotti durante Sol1 avremo tutta l’energia necessaria a portare a termine i nostri compiti e proseguire con la missione scientifica”. Così spiega Tom Hoffman, Project Manager incaricato della NASA.

Pannelli fotovoltaici su Insight

Questo fa capire quanto ormai il fotovoltaico sia una tecnologia affidabile, con alti standard qualitativi e di rendimento.

Se non hai valutato l’applicazione di un sistema fotovoltaico a casa tua, quale migliore occasione per suggerirti di farlo?

Invece se ci hai spesso pensato, ma avevi dubbi o incertezze tecniche o di convenienza, fai un ulteriore passo avanti!

Qui sotto trovi un form dove potrai chiederci tutte le informazioni che ti servono per realizzare concretamente l’installazione di un impianto fotovoltaico dimensionato sulle tue esigenze.

Il Sole ha tanta energia, per tutto l’Universo: prendine un po’ anche tu! Le tue bollette, l’ambiente e il pianeta Terra ti ringrazieranno…