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Chibeze Ezekiel è un uomo di 41 anni che ha deciso di lottare per un obiettivo che sembrava irraggiungibile: bloccare la costruzione di una centrale a carbone in Ghana.

Tutto ha inizio nel 2013, quando il Governo centrale, per rispondere ai continui blackout dovuti alla carenza di elettricità di cui soffrono molti paesi africani, decide di mettere in cantiere:

La proposta era sovvenzionata dalla Cina che, con un finanziamento di 1,5 miliardi di dollari, avrebbe costruito la centrale e un porto da cui importare circa 2 milioni di tonnellate di carbone l’anno.

Come è stata bloccata la costruzione della centrale a carbone?

Per Chibeze Ezekiel ed il gruppo di attivisti che si è unito a lui in questa battaglia, la costruzione della centrale andava totalmente in contrasto con quanto firmato dal Governo Ghanese all’Accordo di Parigi.

Hanno deciso così di lanciare una campagna di informazione con la quale contrastare il messaggio del Governo che sosteneva che l’energia del carbone sarebbe stata pulita.

Inoltre, il gruppo ha iniziato a spiegare alle comunità locali che vivevano nei pressi del sito dove sarebbe stato eretto il futuro impianto, gli enormi impatti che avrebbe avuto la centrale sulla loro salute e sull’ambiente.

Come se non bastasse, hanno fornito alle piccole comunità Kit ad energia solare, in modo da portare elettricità anche nei villaggi più remoti.

La pressione da parte dell’opinione pubblica e delle comunità locali è cresciuta così tanto da spingere nel 2016 il ministro dell’Ambiente ad annunciare la rinuncia alla costruzione della centrale a carbone.

Ghana renewable energy master plan

L’anno scorso il Governo ha lanciato il Ghana renewable energy master plan; un piano che prevede di aumentare, entro il 2030, la generazione di energia da fonti rinnovabili dai 42.5 MW del 2015 a circa 1.4 Gigawatt.

Chibeze Ezekiel oggi è tra i vincitori del “Goldman environmental prize 2020”; il premio assegnato annualmente agli attivisti ambientalisti, ma il suo lavoro non si è ancora concluso.

Attualmente è impegnato nella formazione dei più giovani, per informarli sulle rinnovabili e sul cambiamento climatico.

Perché ti abbiamo raccontato questa storia oggi? Per dimostrarti che il cambiamento è possibile, che ognuno di noi può dare il proprio contributo e che anche la più piccola iniziativa può avere grandi ripercussioni.
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