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Il caso delle Isole Marshall ha sconvolto il mondo.

Se le sciagure di Chernobyl e Fukushima ti hanno scioccato e sei terrorizzato all’idea di radiazioni nell’aria, devi sapere che le Isole Marshall sono ancora più radioattive.

Questa volta però tutto ciò non è dovuto ad eventi imprevedibili o ad errori umani.

È frutto di un programma USA e mostra una consapevolezza agghiacciante!

Gli Stati Uniti D’America tra il 1946 ed il 1958 hanno condotto test nucleari in quattro atolli delle isole Marshall facendo esplodere 67 test nucleari per esprimere la potenza delle loro bombe atomiche.

La quantità di radiazioni emesse sono ancora oggi a livelli allarmanti: fino a quasi 1000 volte superiori delle aree radioattive vicino alla centrale di Chernobyl.

Quali sono gli atolli più radioattivi?

Le isole con più grande quantità di elementi radioattivi sono:

  • Naen; nell’atollo di Rongelap
  • Runit ed Enjebi; nell’atollo di Enewetak
  • Bikini

Quest’ultima è stata scenario del più grande test sulla bomba ad idrogeno, mille volte più potente di quella lanciata su Hiroshima.

Tutte le quattro isole sono oggi disabitate ma il fatto che l’isola di Naen sia a circa 160 chilometri dalle altre tre fa pensare che fosse utilizzata come “discarica di scorie nucleari non dichiarata”.

“La discarica radioattiva”

Unico altro posto dove è possibile trovare il plutonio-238 (elemento ad altissima radioattività) è Runit, dove gli Stati Uniti hanno costruito un’enorme cupola di cemento per conservare al suo interno le scorie nucleari.

Gli aborigeni la chiamano “The Dome”, è la discarica delle scorie radioattive dei test nucleari statunitensi degli anni ’40 e ‘50.

Foto della Seconda Guerra Mondiale ritraggono militari in pantaloncini e a torso nudo che la costruiscono con pala e piccone.

Sepolti sotto questa tomba ci sono 85.00 m3 di scorie, ospitate in un cratere largo 100 metri, provocato da uno di quegli stessi esperimenti.

Un tappo di cemento spesso solo mezzo metro copre tutto, abbandonando elementi radioattivi senza alcuna cura.

Adesso però il cambiamento climatico ha generato l’innalzamento del livello del mare e l’acqua dell’Oceano Pacifico ha cominciato a penetrare nella cupola.

Ciò è dovuto al fatto che non è stato fatto nessun lavoro per mettere in sicurezza il fondo della cupola per questo il terreno è permeabile.

Inoltre la sua posizione vicino all’Oceano la espone alle onde delle tempeste sempre più frequenti e forti.

Sulla cupola sono visibili crepe ed intorno al perimetro si sono formati alcuni stagni salmastri.

Recensione
Ecco una recensione da Google.

Nel 2013 un rapporto del Dipartimento di Energia degli USA ha rilevato che i materiali radioattivi si stanno sgretolando, minacciando ulteriormente la già pericolosa esistenza degli abitanti delle isole.

La cupola rappresenta il legame tra l’era nucleare e l’era del cambiamento climatico.

Gli USA hanno un forte debito con queste isole: per 20 anni hanno fatto esplodere 43 bombe atomiche, vaporizzando 4 delle 40 isole.

Una di queste esplosioni lasciò un cratere largo 2 km dove prima c’era un’isola.

The Dome
“The Dome” : la discarica radioattiva abbandonata.

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Le differenze

La differenza più grossa e più agghiacciante tra le Isole Marshall e Chernobyl o Fukushima consiste nel fatto che per quest’ultime ci sono enormi sforzi per tenere lontano le persone dai reattori contaminati, mentre oggi le isole come Bikini e Naen sono facilmente accessibili dalla popolazione locale, che si sposta tranquillamente da un’isola all’altra per raccogliere frutta e altri elementi.

Tutto ciò mostra che si tratta di un pericolo anche sociale: dopo i test atomici, la preoccupazione per la contaminazione radioattiva della catena alimentare ha provocato un radicale cambiamento della dieta tradizionale fatta di pesce e di cocco.

Gli abitanti sono diventati “dipendenti” da prodotti confezionati, causando un’epidemia di obesità e diabete.

Sessanta anni fa gli abitanti degli atolli furono costretti a lasciare le loro case ed evacuare in luoghi sicuri.

Oggi, i loro discendenti, attendono che i livelli di radioattività siano rientrati nella norma per poter tornare a casa.

Cinque delle sei isole hanno mostrato livelli rientrati nello standard, invece l’atollo Bikini sfora i limiti con 184 millirem annui e per questo bisognerà attendere altro tempo affinché torni a valori abitabili.

È la forza dei potenti, le Grandi Potenze giocano a scacchi con i più piccoli e poveri.

Tante pedine nelle mani di un forte sfruttatore, ignaro che anche lui sarà costretto a pagare il prezzo di ciò che ha generato.

Madre Natura prima o poi vomiterà fuori tutto ciò che le è stato offerto e nessuno riuscirà a proteggersi!

Unica arma a disposizione è l’informazione: avere una visione chiara di ciò che accade può aiutare a compiere le azioni che riusciranno ad invertire la rotta e a salvare il mondo.

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