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Il cambiamento climatico sta iniziando a mostrare i suoi effetti generando catastrofi e danni che mettono a rischio la sopravvivenza della nostra specie.

Forse non lo sai ma avremmo potuto evitare molte delle più grandi sciagure ambientali che hanno devastato il Pianeta.

Le nostre azioni, il consumismo scellerato di risorse esauribili e l’uso di fonti fossili hanno fatto ammalare il nostro ecosistema.

L’aumento delle temperature ha ridotto lo spessore della calotta al Polo Nord dai 3.6 metri del 1975 agli 1.25 metri attuali.

Non va meglio al Polo Sud, dove la calotta si è ridotta di 1500 km quadrati fra il 2010 ed il 2016.

La superficie dei ghiacciai è calata del 30% nell’arco degli ultimi 50 anni ed il livello del mare è aumentato dagli 8 ai 41 centimetri.

Nel nostro mondo solo 4 gradi in più provocherebbero una cascata di cambiamenti cataclismici tra cui:

  • ondate di calore estremo
  • una diminuzione delle risorse alimentari
  • un innalzamento del livello del mare che colpirebbe centinaia di milioni di persone.

In realtà alcuni segnali di ciò che accadrà sono già evidenti.

Inondazione con cane
Un’inondazione copre interamente le abitazioni. Un cane si salva sulla canna fumaria di un camino.

Il cambiamento climatico obbliga l’uomo a scappare

Ne è un esempio lo Stato del Kiribati composto da 33 atolli nel Sud Pacifico. Sarà la prima Nazione del mondo a finire completamente sott’acqua a causa del cambiamento climatico e dell’innalzamento dell’Oceano.

Nell’arco di una generazione il mare lo inghiottirà completamente. Alcune comunità sono già state costrette ad abbandonare i propri centri abitati perché sono spariti, inghiottiti dal mare.

Fenomeni generati dall’inondazione

Quando le onde allagano la terraferma si sviluppano diversi fenomeni:

  • Il primo consiste nell’erosione che comporta la distruzione di abitazioni e manufatti.
  • L’arrivo di acqua salata compromette inesorabilmente le risorse di acqua dolce.

A Kiribati, ad esempio, non ci sono fiumi né montagne e la popolazione non può sopravvivere senza acqua dolce.

Per questo motivo questo Stato è spinto più di altri all’azione verso il cambiamento climatico.

Il presidente Tong ha ideato un piano per trasferire in tempo 100.000 abitanti in un luogo sicuro: ha acquistato duemila ettari di terreno sull’isola di Fiji ad uso esclusivo degli abitanti di Kiribati ed ha stabilito che ogni anno circa un centinaio di abitanti si trasferisca in Nuova Zelanda.

Il nemico è duplice: l’oceano ed il tempo!

Secondo le previsioni Kiribati sparirà nell’arco di 30-50 anni a causa del cambiamento climatico e del conseguente innalzamento del livello dell’Oceano.

Quasi sicuramente sei andato a controllare la distanza dell’Italia dallo stato di Kiribati.

La risposta è 15.045 Km. Hai subito pensato:<< meno male, il pericolo è lontano>>.

Nulla di più sbagliato!

Nessuna città è salva!

Anche il nostro amato Paese è a rischio. Pensa a Venezia, spesso inondata. Già ora le intense piogge provocano allagamenti, cosa accadrà quando si scioglieranno ulteriormente i ghiacciai?

Una ricerca dell’ IPCC (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite) ha confermato un brusco innalzamento dei mari sottolineando che nei prossimi cento anni il Mediterraneo salirà di 90 centimetri.

Entro 50-70 anni Venezia e le città costiere del nord Adriatico potrebbero sparire, inghiottite dal mare.

Forse non sai che in Italia sono 33 le aree a rischio e sono minacciate anche le coste di:

  • Versilia
  • Fiumicino
  • Piane Pontina
  • Fondi
  • Castel Volturno
  • Catania
  • Cagliari
  • Oristano

Vedi, la sciagura climatica non è poi così lontana da te.

E’ tempo di organizzarti e scegliere azioni eco-sostenibili che puntino ad arrestare il cambiamento climatico ed a salvare il mondo!

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