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Salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali sono i motivi fondanti che hanno spinto la Norvegia ad essere il primo paese al mondo a bandire l’utilizzo dell’olio di palma come biocarburante.

L’olio di Palma negli ultimi anni è stato al centro di discussioni per il suo utilizzo nel settore alimentare. Su questa sostanza molti salutisti hanno puntato il dito ritenendola dannosa per la salute.  Oggi invece ad essere al centro del dibattito è il suo utilizzo nei biocarburanti.

Qualunque sia il suo utilizzo l’olio di Palma resta una delle principali cause della distruzione delle foreste del sud-est asiatico. Una vera e propria minaccia anche per le specie animali che vi abitano come elefanti, tigri e soprattutto oranghi.  Un’altra conseguenza negativa è l’immissione di grandi quantità di Co2 nell’atmosfera.

L’uso di questo tipo di biocarburanti, secondo studi condotti in questo ambito, produrrebbe fino a tre volte le emissioni di CO2 rispetto a combustibili fossili come il gasolio.

La Norvegia sarà il primo paese al mondo a vietarne l’utilizzo. Questa decisione sembra essere solo l’inizio di un progressivo blocco di questa tipologia di carburante. Lo scorso Giugno a livello europeo è stato siglato un accordo che ricalca la decisione presa dalla Norvegia e che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi anni.

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Se da un lato l’ambiente ringrazia l’altra faccia della medaglia è rappresentata dai produttori di olio di palma indonesiani sempre più preoccupati dalle decisioni recentemente prese dall’occidente. L’olio di palma è una delle principali attività dell’Indonesia e rappresenta circa il 12% dell’economia. Se altri Paesi decideranno di bandire i biocarburanti da olio di Palma per l’Indonesia potrebbe essere un duro colpo.

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