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Le foreste pluviali sono il polmone del nostro Pianeta, uno dei più importanti ecosistemi che abbiamo.

Sono essenziali alle specie animali come l’orango e la tigre di Sumatra ed ospitano il:

  • 12% dei mammiferi,
  • 15% dei rettili,
  • 17% degli uccelli.

In più vi risiedono numerose comunità indigene e da esse dipende la vita di milioni di persone.

Hanno un ruolo di fondamentale importanza perché ci proteggono dal cambiamento climatico.

Forse non sai però che il 20% delle emissioni globali di CO2 proviene dalla distruzione delle foreste.

Una grande nazione come l’Indonesia ha il più alto tasso di deforestazione nel mondo, pari al 2%.

Cosa significa questo in numeri?

La risposta è sconvolgente.

Ogni anno perde 1.871.000 ettari di foreste pluviali: 20 chilometri quadrati ogni giorno, pari a circa 300 campi di calcio distrutti ogni ORA.

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“Quali settori incidono di più nell’eliminazione delle foreste pluviali”

Sono 3 i settori che guidano la deforestazione del 72% delle aree boschive:

  • La carta,
  • Il legno,
  • L’olio di palma.

Eclatante è il caso della APP (Asia Pulp & Paper) è la principale colpevole della distruzione della foresta per la produzione di carta.

Infatti, nonostante quest’azienda produca tre milioni di tonnellate di cellulosa ogni anno, non ha messo a punto un sistema di pratiche di sostenibilità.

I responsabili dell’azienda affermano, invece, che le attività dell’impresa sono ad emissioni zero poiché le piantagioni di acacia di cui è proprietaria catturano carbonio nell’atmosfera.

Greenpeace ha avviato campagne contro la politica di questa azienda e quindi a sostegno dell’ecosistema.

L’associazione ambientalista propone, invece, di utilizzare solo fibre certificate FSC, al momento l’unica certificazione che fornisce garanzie su altissimi livelli di sostenibilità per i prodotti di origine forestale.

Una nuova inchiesta pubblicata nel programma Eyes on the Forest rivela che la deforestazione continua nella provincia indonesiana di Riau nonostante sia stato firmato un accordo tra Indonesia e Norvegia a difesa delle foreste.

Purtroppo le licenze annuali di taglio ottenute nel 2010 da APP consentono di abbattere ulteriori preziose foreste naturali con un enorme impatto climatico.

La provincia di Riau è l’epicentro delle emissioni di gas serra causate dalla deforestazione in Indonesia.

Ancor più grave è il fatto che tutto questo sia stato pianificato violando la stessa legge indonesiana che non considera la conversione delle foreste naturali di piantagioni come deforestazione.

Infatti il Ministero delle Foreste ha proposto un piano che prevede di destinare 30 milioni di ettari di foreste ad attività produttive.

Quaranta associazioni ambientaliste europee di primo piano hanno inviato alle aziende che commercializzano carta una lettera in cui chiedono loro di cessare ogni rapporto commerciale con la APP fino a quando questa non fermerà la conversione delle foreste naturali in piantagioni.

L’Italia è il primo importatore europeo di carte dall’Indonesia, in particolare dalla App.

Per questo potrebbe fare molto a sostegno delle foreste. Magari cambiando azienda fornitrice o definendo dei vincoli precisi.

Anche tu puoi dare il tuo contributo:

  • Non sprecare carta
  • Usa carta riciclata
  • Fai attenzione all’origine degli imballaggi che utilizzi.
Foresta Pluviale
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“Quanto incide la produzione dell’olio di palma sulla deforestazione?”

Ma le foreste sono minacciate anche dalla produzione di olio di palma.

Per lo stesso motivo Burger King, Kraft, Nestlè e Unilever hanno annullato i propri contratti di fornitura di olio di palma da Sinar Mas.

Tra il 2010 e il 2015 numerose multinazionali che producono, commercializzano e utilizzano si sono impegnate ad eliminarlo ma non hanno mantenuto le promesse e la deforestazione continua.

Nonostante ciò, alcuni pensano che il boicottaggio di prodotti contenenti l’olio di palma non è la soluzione giusta poiché si corre il rischio che venga sostituito dallo sfruttamento intensivo di altre colture oleaginose.

Gli impatti ambientali potrebbero essere addirittura peggiori.

È invece indispensabile che i produttori di olio di palma e le multinazionali che lo vendono ed utilizzano, si assumano le proprie responsabilità e agiscano per eliminare dal mercato questo prodotto.

Ora hai le armi per scegliere consapevolmente come e quali prodotti acquistare per dare il tuo contributo alla salvaguardia ambientale.

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