Tempo di lettura: 3 minuti
image_pdf

Che cos’è la Plastic Tax?

Chi la pagherà?

Quali obiettivi realmente persegue?

In questo articolo vogliamo accompagnarti in modo dettagliato e oggettivo alla conoscenza di questa legge, tra le più innovative e attese degli ultimi decenni.

Esagerato?

Non crediamo affatto, e ti spiegheremo il perché.

Iniziamo, dunque: intanto capiamo bene di cosa si tratta.

LA PLASTIC TAX E LA SUA APPLICAZIONE

La Plastic Tax è una imposta sul consumo di manufatti in plastica monouso, quindi non riciclabile (i cosiddetti MACSI).

Più precisamente, riguarderà tutti i prodotti “destinati al contenimento, protezione, manipolazione o consegna sia di merci che di prodotti alimentari, anche in forma di fogli, pellicole o strisce”, compreso il Tetrapack.

Entrerà in vigore dal 1° luglio 2020 e costerà 45 centesimi/€ per ogni chilo di plastica.

Perché siamo arrivati a questo?

Prova a riflettere: sarà capitato spesso anche a te di imbatterti nelle sconsolanti viste di rifiuti in mare. Splendide spiagge, arenili incantati e zone protette che vengono brutalmente feriti da distese più o meno invasive di plastica.

La plastica in mare – dopo i cambiamenti climatici – è la seconda emergenza globale ambientale.

Quando getti un rifiuto di plastica, questo trova la sua destinazione finale molto spesso nelle nostre acque. Nei mari dove tu e la tua famiglia andrete a rinfrescarvi con la bella stagione.

Molti di quelle spiagge sono ammirate in tutto il mondo, e costituiscono un’attrattiva per i turisti e una risorsa economica per tutti gli operatori locali.

Ambiente, Salute, Turismo, Lavoro sono da sempre collegate.

Inoltre, ricordiamo che le buone abitudini portano buoni comportamenti. Sarà molto più difficile, trovandosi di fronte a un panorama incontaminato, lasciare “spontaneamente” per terra la bottiglietta d’acqua…

Cercando di risolvere a monte il problema, saranno incredibilmente positive le conseguenze.

La Plastic tax aiuterà i comportamenti corretti che mano a mano verranno eseguiti in modo sempre più naturale ed automatico, anche per le future generazioni.

Rispetto alla versione iniziale la norma ha avuto miglioramenti: ne sono stati esclusi i prodotti in plastica riciclata.

Poteva anzi avere una portata ancor più generale: la plastica usata per l’edilizia, l’industria, l’agricoltura non trova applicazione. Sono esenti anche le apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché quelle utilizzate in campo medico.

Chi pagherà questa tassa?

  • Il fabbricante di prodotti MACSI nel territorio nazionale
  • Il soggetto che li acquista o chi li cede, se i prodotti sono poi acquistati da un consumatore privato in territorio UE
  • L’importatore di prodotti MACSI da paesi extra-UE.

Questa legge è l’attuazione della Direttiva Europea sulla riduzione della plastica monouso che prevede entro il 2021 il divieto di utilizzare questi oggetti.

RICONVERTIRE VERSO IL GREEN

Inoltre, in parallelo, i proventi di questa tassa permetteranno di attivare una seria strategia di riconversione produttiva verso il plastic free.

Per aiutare le imprese colpite da questa disposizione, lo Stato ha previsto un credito d’imposta del 10% delle spese sostenute per gli adeguamenti tecnologici finalizzati a una riconversione della produzione verso prodotti biodegradabili e compostabili.

L’economia circolare sarà fondamentale: insieme a quella tecnologica, è il tipo di economia dalle frontiere più inesplorate e immense a disposizione.

Finalmente stiamo iniziando a capire che i cambiamenti per poter essere realizzati, devono essere portati avanti da tutte le componenti di uno Stato: privati e pubblico, persone ed istituzioni, leggi e educazione.

Noi da anni lo stiamo scrivendo.

Se non vuoi perdere i nostri contributi, e vuoi riceverli gratuitamente, iscriviti alla Newsletter di Energia Pulita Gratis!