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Se ti dicessi che da oggi le tue finestre produrranno energia e potrai riciclare l’energia prodotta a qualsiasi ora del giorno e della notte all’interno della tua abitazione?

Non è fantascienza; oggi è realtà

La scienza fa enormi passi avanti nel mondo delle energie rinnovabili.

Il “Centro Ricerche per le Energie Non Convenzionali di Novara” sta studiando il Fotovoltaico Organico.

Si tratta di una nuova tecnologia che utilizza polimeri semiconduttori (materie plastiche) come materiale fotoattivo al posto del silicio.

Un esempio è un prototipo di nuova generazione di celle solari stampabili su pellicole sottili come carta e ricavate da materiali non inquinanti.

Ancor più eccezionale è la sperimentazione di pannelli che sembrano, a prima vista, dei comuni vetri, trasparenti e colorati.

Sono facilmente integrati in edifici, serre o barriere antirumore e sono in grado di catturare la luce diffusa trasformandola in energia.

Il ricercatore Roberto Fusco spiega che sono composte da un materiale plastico trasparente al cui interno sono dispersi coloranti fluorescenti che assorbono parte della luce solare e la concentrano ai bordi, dove sono collocate piccole celle fotovoltaiche.

Immagina un mondo in cui semplici finestre o pensiline producano l’energia di cui hai bisogno.

Oppure un luogo dove puoi ricaricare il telefono cellulare alla fermata dell’autobus. Senza l’ingombro di un pannello!

Il pannello indoor

Ma non finisce qui perché da oggi i pannelli solari produrranno energia anche all’interno delle abitazioni.

Hai capito bene.

Oggi il fotovoltaico può dare il suo contributo alla produzione di energia pulita anche dalla luce artificiale presente all’interno delle abitazioni.

Ne produciamo così tanta che sarebbe davvero un peccato sprecarla, non trovi?

Si tratta dell’ultima scoperta di un team di ricercatori svedesi e cinesi che hanno presentato un nuovo tipo di cella solare organica perfettamente in grado di funzionare al chiuso.

scienza e green

Al posto del silicio utilizza polimeri, semiconduttori organici e altri composti del carbonio come materiale attivo.

Con essa hanno creato celle fotovoltaiche che, successivamente, hanno testato in spazi con luci artificiali molto intense come un supermercato ed uno studio televisivo.

Le dimensioni sperimentate sono due:

  • Pannelli da 1 cm2, per il quale è stata raggiunta un’efficienza del 26.1 %;
  • Pannelli da 4 cm2 per il quale la capacità produttiva si è fermata al 23%.

Un altro studio su fotovoltaico indoor è stato condotto da Brown, che a differenza dei colleghi cine-svedesi, ha deciso di sfruttare la perovskite, una peculiare struttura cristallina che incorpora ioni di iodio e di piombo e uno ione organico.

In questo caso la potenzialità produttiva arriva al 25% anche se presenta un livello di stabilità di funzionamento molto basso.

Sicuramente la scienza dovrà fare molti altri progressi, ma ci avviciniamo sempre più ad un mondo in cui l’energia pulita gratis è a vantaggio di intere comunità.

Il mondo delle rinnovabili è, ora più che mai, alla portata di tutti.

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