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L’amianto: sicuramente se ti guardi intorno anche in questo momento lo vedrai da qualche parte, se non addirittura sul tetto di casa tua, del tuo garage, del tuo annesso dove collochi gli attrezzi.

Per anni è stato utilizzato per proteggere le case, isolare caldaie, contenere acqua potabile. Ma l’amianto (tecnicamente definito absesto) con le fibre di cui è composto è direttamente collegato all’insorgenza di patologie gravissime.

L’amianto nei decenni scorsi ha trovato un vasto impiego in maniera particolare come isolante o materiale coibentante, oppure come materiale di rinforzo e supporto. Basti pensare alle tute protettive antincendio.

CHE COS’E’ L’AMIANTO

Nella versione fibrocemento (un mix tra amianto e cemento) e definito come Eternit, marchio registrato dall’azienda belga Etex, ha avuto una diffusione enorme nell’edilizia come materiale da copertura, in forma ondulata (più diffusa) o piana. Incredibilmente il suo utilizzo si è trovato anche nella coibentazione di tubature idrauliche.

Nasce nel 1901, quando l’austriaco Ludwig Hatschek lo brevetta, nominandolo proprio Eternit per sottolinearne la lunghissima durata e resistenza. Nel 1928 inizia la produzione dei tubi in fibrocemento, che fino agli settanta saranno normalmente utilizzati per la costruzione di acquedotti. Gli anni che vanno dalla metà del secolo scorso protraendosi fino ai 40 anni successivi sono stati quelli che hanno visto una massiva e variegata diffusione dell’utilizzo. Anche in oggetti di uso domestico e quotidiano, come le sedie.

Ludwig Hatschek
Ludwig Hatschek

La forma più pericolosa è quella friabile come nel caso di utilizzo come insonorizzante o isolante in controsoffitti e pareti.

LA NORMATIVA IN ITALIA

In Italia la commercializzazione dell’Eternit è fuori legge dal 1992, ma in vari paesi del mondo prosegue tuttora. Stati molto grandi come il Brasile non hanno disposto alcuna legge in merito.

Le minime dimensioni delle fibre infatti favoriscono la loro dispersione nell’aria per finire fino ai polmoni, provocando l’absentosi. Questa in Italia è stata la prima malattia professionale ufficialmente riconosciuta. In seguito è stato dimostrato e più volte confermato che è responsabile di tumori al polmone.

La malattia ha un periodo di incubazione di circa 30 anni, pertanto tuttora chi ha avuto importanti contatti con questo materiale resta sotto rischio per la propria salute.

Nonostante sia passato più di un quarto di secolo dalla messa al bando dell’amianto in Italia (L. 257 del 27 marzo 1992), i dati rivelano che nel nostro Paese siano presenti ancora 35-40 milioni di tonnellate d’amianto da bonificare. Oltre 75 mila ettari di territorio con contaminazione accertata.

Un efficace strumento (finito nel 2013 con la fine del 5° Conto Energia) consisteva nella concessione di un premio tariffario per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture coinvolte dalla rimozione dell’amianto.

Grazie a questo incentivo la bonifica ha riguardato oltre 20 milioni di metri quadrati di coperture in meno di 2 anni, realizzando impianti fotovoltaici per oltre 2000 MW di potenza.

IL RIPRISTINO DELLE AGEVOLAZIONI ECONOMICHE PER LO SMALTIMENTO

Finalmente, nel nuovo decreto sulle Fonti di Energia Rinnovabili (FER) tornerà ad essere inserito un premio per chi sostituisce i tetti di amianti con impianti fotovoltaici.

Infatti, a seguito della raccolta di più di 55 mila firme della petizione #bastaAmianto, il Ministero dell’Ambiente ha confermato che ripristinerà le agevolazioni economiche per le bonifiche delle coperture in eternit e per la produzione di energia elettrica 100% green attraverso un impianto fotovoltaico.

Un contemporaneo intervento che avrebbe una doppia, importantissima, valenza:

  • Ridurre la contaminazione da amianto, tuttora latente (si calcolano dai 3 ai 6 mila decessi all’anno)
  • Sviluppare e sollecitare una coscienza e una sensibilità verso le energie rinnovabili, sulla base anche delle disposizioni dell’Accordo di Parigi del 2015. In questa occasione 195 Stati di tutto il mondo si sono posti obiettivi vincolanti di riduzione dei gas che causano l’effetto serra, nonché la decarbonizzazione delle fonti energetiche

L’Italia è in linea con quanto richiesto dalle disposizioni dell’Accordo. Nel 2017 le rinnovabili hanno coperto il 17,7% dei consumi finali lordi di energia, il valore più alto in assoluto mai registrato. Questo grazie alla Strategia Energetica Nazionale disposta dal Ministero dello Sviluppo Economico.

LO SMALTIMENTO DELL’AMIANTO

Un tema immediatamente collegato ed altrettanto importante, è quello dello smaltimento. Occorre evitare che i camion carichi di amianto percorrano l’Italia per portare a discariche estere il materiale nocivo! La filiera di smaltimento dell’amianto deve essere migliorata e rinforzata.

La procedura di smaltimento prevede 3 fasi:

  • Accertamento: si deve determinare la presenza di amianto nella lastra di fibrocemento, risalendo alla data d’acquisto del manufatto, o semplicemente facendo analizzare un campione, possibilmente una lastra intera. Poiché uno o più frammenti, se poi confermati contenere amianto, sono nella condizione ideale per nuocere gravemente alla salute.
  • Incapsulamento: è un metodo di bonifica “transitorio” che prevede il trattamento della superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici con sostanze sintetiche. Inglobano e consolidano le fibre di amianto al manufatto cementizio e ne impediscono il rilascio nell’ambiente.
  • Rimozione e smaltimento: è un metodo di bonifica “radicale” che prevede diverse procedure speciali atte a garantire la sicurezza. Gli operatori si occupano delle varie operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento delle persone e degli animali che si trovano in prossimità del cantiere e dei mezzi usati nel trasporto e infine in generale dell’ambiente dove si opera.

 

Per questo all’interno del Ministero dell’Ambiente verrà istituita una specifica “cabina di regia” per il monitoraggio e la mappatura completa con una strumentazione all’avanguardia. Servirà allo smantellamento e messa a deposito dell’amianto dai tetti degli edifici coordinando i vari enti a vario titolo competenti” con una particolare attenzione alle scuole. (ansa.it del 01/08/2018).

COME IL FOTOVOLTAICO PUO’ AIUTARTI

Il mercato del fotovoltaico in Italia ha raggiunto buoni standard di qualità e di affidabilità. Dal 2013 fino al presente l’incentivazione fornita dallo stato per l’acquisto di un impianto fotovoltaico è la Detrazione Fiscale del 50%. A questa si aggiunge l’iva agevolata del 10% nel caso di acquisto dell’impianto direttamente dall’installatore.

Si tratta di una forma di incentivazione diversa, più a lungo termine rispetto a quella precedente dei Conti Energia, ma a conti fatti non così inferiore, tutt’altro. Forse solo i primissimi Conti Energia avevano valorizzazione economica dell’energia prodotta effettivamente molto alta.

Un impianto fotovoltaico oggi ti permette di abbattere i costi della bolletta, se utilizzi l’energia in coincidenza dei momenti in cui l’impianto produce, con il cosiddetto autoconsumo dell’energia.

Tieni conto che per buona parte dell’anno l’impianto riuscirà a coprire i consumi solo per poche ore al giorno di produzione. In certi momenti parzialmente perché la produzione sarà inferiore rispetto alla richiesta domestica (cielo nuvoloso, ombre, etc.). Inoltre per buona parte la bolletta è composta da costi fissi ed accise. Ne consegue che l’abbattimento dei costi grazie all’autoconsumo ammonterà a un 20% circa del totale della bolletta.

LE NOVITA’ NEL MERCATO DEL FOTOVOLTAICO

Nel mercato nazionale italiano ci sono però importanti novità. Esistono realtà commerciali e produttive che oltre ad installare impianti fotovoltaici di qualità sono anche fornitori di energia elettrica 100% green. In questo modo hai la possibilità di abbattere i costi dell’energia in bolletta anche quando l’impianto non produce! Tutto grazie a un sistema che unisce i vantaggi del fotovoltaico con quelli di azzerare tramite speciali offerte i costi restanti in bolletta, comprese le tasse e le accise!

Effettivamente il sogno di tutti ora è possibile, e ti suggeriamo di approfondire questo argomento.

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Sostituendo tetti ricoperti di amianto nocivi alla salute e che purtroppo in molti casi sussistono su edifici pubblici come scuole, asili, studi medici si avvierà una nuova stagione di bonifiche. Ripristinando un incentivo si ridurranno anche i costi sanitari a carico della collettività e si attiveranno filiere economiche innovative e di qualità.

Edilizia, industria fotovoltaica, installatori di impianti, addetti alla bonifica saranno coinvolti dandone un ulteriore impulso nel segno della sostenibilità.

Mai come in questo caso, il vantaggio che puoi avere da questa operazione si trasforma e si moltiplica in un bene per la collettività. Non aspettare anche stavolta.