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La crisi climatica ci spinge a meditare su molti aspetti della vita quotidiana, primo fra tutti la quantità di anidride carbonica e polveri sottili presenti nell’aria. Quale può essere il modo più veloce per ridurre questa quantità se non eliminare l’uso di auto e mezzi pubblici a gasolio?

In Italia l’età media degli autobus in circolazione è 11,4 anni circa, a fronte di quella europea di circa 7,5 anni. È ancora più urgente, dunque, la necessità di svecchiare il parco autobus sostituendo gli attuali modelli con altri di ultima generazione a:

-metano,

-idrogeno,

-elettrici.

Il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile 

L’anno scorso è stato adottato il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile da 3,7 miliardi di euro, che prevede la sostituzione degli autobus adibiti al trasporto pubblico locale con mezzi meno inquinanti entro il 2033.

L’obiettivo del Piano è dunque quello di:

svecchiare queste vetture,

migliorare la qualità dell’aria.

Grazie al provvedimento, a gennaio sono stati stanziati alle Regioni 2,2 miliardi di euro per l’acquisto di nuovi bus ecologici, destinati al trasporto pubblico locale, e alle relative infrastrutture.

Quali sono gli obiettivi da raggiungere?

Alla fine del 2019 il decreto del Ministero dell’Ambiente ha distribuito 180 milioni di euro per interventi antismog.

Il presidente della Regione Emilia Romagna ha colto l’occasione per ricordare che buona parte della somma stanziata sarebbe stata utilizzata per acquistare 292 nuovi autobus elettrici, ibridi, a metano o biometano.

Allo stesso modo l’ATM di Milano ha dichiarato che a partire dall’anno in corso l’azienda comincerà ad acquistare solo ed esclusivamente mezzi elettrici, anticipando di cinque anni gli impegni presi a Parigi durante il vertice “Together 4 Climate”. Inoltre l’ente promette di far sparire, entro la fine del 2030, il diesel dalla flotta dell’Azienda Trasporti Milanesi, che sarà dunque composta di 1.200 bus elettrici.

Anche a Torino l’azienda di trasporto pubblico GTT afferma che nel 2021, un bus su cinque in servizio sarà elettrico. A fine gennaio è stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per la fornitura di 100 nuovi autobus ad alimentazione esclusivamente elettrica.

A Firenze invece la mobilità per il trasporto pubblico si concretizza in minibus elettrici per due linee cittadine.

Messina apripista nazionale.

Messina è stata la città pioniera in questo. L’anno scorso l’amministrazione locale ha acquisito una flotta di 16 bus, diventando la prima città in Italia per numero di mezzi di trasporto ecocompatibili rispetto al totale.

Come affronta la questione il resto del mondo?

Anche gli altri Paesi si stanno adeguando. Mario Pagliaro, ricercatore Cnr e docente di nuove  tecnologie dell’energia al Polo Fotovoltaico della Sicilia, sostiene che “l’autobus elettrico sarà il primo veicolo la cui diffusione di massa metterà fine alla produzione di autobus col motore a combustione interna entro pochissimi anni” e ritiene, in particolare, che entro i prossimi tre anni nessuna azienda del trasporto pubblico locale in Europa ordinerà più bus con il motore a pistoni.

Questo è chiaro già osservando Mosca, dove i pullman elettrici circolano dal 2018. La città però s’impegna a fare di più e dal prossimo anno si procurerà solo autobus elettrici e cesserà completamente l’acquisto di quelli a diesel.

Altre città si stanno muovendo nella stessa direzione:

  • Parigi ha ordinato i primi 800 pullman elettrici,
  • Goteborg 157,
  • Varsavia 130,
  • Berlino 90.

La Cina detiene però il record del 99% di bus elettrici già circolanti: sono, infatti, 400000 gli autobus elettrici in circolazione nella Nazione in questo momento.

Siamo percorrendo la strada giusta. Dobbiamo solo perseverare nel raggiungere l’obiettivo comune a tutti i cittadini del mondo: salvarlo!

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