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Il 30 settembre 2020 Legambiente ha pubblicato uno studio con il quale dà i voti alla qualità dell’aria nelle principali città Italiane. I dati ufficiali riguardano i tre inquinanti che caratterizzano ogni città:

  • PM10,
  • 5,
  • Biossido di azoto.

Questi dati sono stati confrontati con i limiti suggeriti dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) e quello che emerge è davvero preoccupante.

Delle 97 città solo 15 raggiungono un voto superiore alla sufficienza, in particolare:

  • Sassari ha ottenuto un 9,
  • Macerata 8,
  • Enna, Campobasso, Catanzaro, Nuoro, Verbania, Grosseto e Viterbo si aggiudicano un 7,
  • L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano Gorizia e Trapani raggiungono appena la sufficienza.

È preoccupante, invece, la situazione a Torino, Milano, Como, Roma e Palermo, dove la qualità dell’aria è votata con uno zero perché nei cinque anni presi in considerazione dallo studio non è mai stato rispettato nemmeno uno dei limiti imposti dall’OMS.

La nostra salute dipende dal traffico stradale.

Gli studi del mondo scientifico confermano che unica arma alla lotta all’inquinamento consiste nella riduzione del traffico veicolare, accompagnata da misure che incidano anche su settori come l’agricoltura, il riscaldamento domestico e le industrie.

Essere esposti a concentrazioni elevate di inquinanti per diversi anni comporta un rischio maggiore dal punto di vista sanitario. Nell’ultimo report, l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato oltre 400 mila morti premature all’anno dovute all’esposizione ad alte concentrazioni di inquinanti.

I limiti normativi sono uno strumento utile, ma vengono condizionati da diverse necessità come l’impatto economico che hanno.

I primi dati delle centraline di monitoraggio mostrano che, durante il periodo di lock-down dovuto all’emergenza Covid, c’è stato un calo delle concentrazioni di biossido di azoto del 65% e del 68% di polveri sottili.

Si tratta di una conferma che il malessere dell’aria dipende per la maggior parte dalle emissioni dei gas di scarichi delle auto.

I piani di tutela

È per questo che il Governo italiano ha predisposto incentivi per:

  • la sostituzione di veicoli commerciali e privati con mezzi di trasporto meno inquinanti come le auto elettriche o ibride,
  • l’aumento e la valorizzazione del trasporto pubblico.

L’Italia ce la sta mettendo tutta, ma ancora c’è molta strada da percorrere ed è fondamentale il contributo di tutti i cittadini, anche il tuo!