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Il Ministero dello sviluppo economico MiSE ha stanziato 10 milioni di euro con un bando rivolto ai gestori del servizio elettrico che operano nelle isole minori, per finanziare progetti che riducano la produzione di energia elettrica annua convenzionale.

Alessandro Bianco, presidente dell’Unione Nazionale Imprese Elettriche Minori (UNIEM) ha affermato: <<La transizione energetica è costosa ed è difficile garantire una costante disponibilità di energia nelle isole minori, a maggior ragione se si vuole produrla con fonti rinnovabili>>, e <<ogni progetto e ogni strategia che voglia traguardare la transizione energetica delle isole difficilmente potranno essere realizzati senza il coinvolgimento dei produttori locali>>.

I Finanziamenti concessi alle piccole isole italiane.

I finanziamenti per la transizione delle piccole isole verso l’uso di energie rinnovabili stanno arrivando. La speranza consiste nel raggiungere gli obiettivi di nuova capacità rinnovabile per il 2020 fissati con il DM del 14 settembre 2017.

A tale scopo, la delibera ARERA n 558/2018 stabiliva tariffe incentivanti specifiche per ciascuna delle isole potenzialmente beneficiarie, considerando:

  • I fattori di difficoltà,
  • Il costo risparmiato per l’approvvigionamento del gasolio utilizzato dai produttori.

Il lavoro prevede:

  • una fase prescrittiva, in cui vengono individuati per ciascuna isola gli obiettivi di capacità rinnovabile da raggiungere e gli incentivi più efficaci per promuovere gli investimenti sulle energie rinnovabili;
  • una fase di valutazione, in cui si analizza l’effetto dell’introduzione degli incentivi.

Secondo i ricercatori, la fase prescrittiva ha dimostrato che è possibile raggiungere, in quasi tutte le isole considerate, una quota rinnovabile alta con sforzi contenuti. Per far questo, però, è necessario differenziare gli incentivi volti a promuovere gli investimenti in funzione delle diverse caratteristiche geografiche di ciascuna isola.

Lo studio inoltre suggerisce diverse configurazioni per sistemi energetici alimentati da rinnovabili o abbinandole alla produzione da gasolio, riducendone i consumi e le emissioni nocive.

Le soluzioni sono molteplici:

  • il semplice abbinamento Diesel e fotovoltaico, che può essere integrato da batterie per l’accumulo,
  • La combinazione fotovoltaico-batterie con diversa capacità di accumulo in funzione degli specifici profili di produzione e consumo di ciascuna isola.

Come per gli incentivi, ogni configurazione si basa su specifici parametri considerati in relazione alle caratteristiche di ciascuna isola. Questo implica ottime opportunità per chi volesse avviare dei progetti su queste isole.

Nonostante questo, l’analisi effettuata mostra che il processo di decarbonizzazione sta evolvendo molto lentamente e quasi tutte le isole sono lontane dal raggiungere gli obiettivi di capacità al 2020.

Le cause di tale ritardo, secondo gli studiosi, sono da attribuire al fatto che gli investitori privati hanno dimostrato scarso interesse nell’installazione di sistemi Fotovoltaici, anche in presenza di procedure di autorizzazione semplificate per l’installazione di pannelli integrati sui tetti.

Un ruolo cruciale in tal senso potrebbe essere svolto, secondo lo studio, dall’attuazione della Direttiva 2018/2001 sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’idea di base consiste nel chiedere ai proprietari la disponibilità di copertura delle seconde case per la produzione fotovoltaica a vantaggio della Comunità, a prescindere dall’utilizzo effettivo delle abitazioni nel corso dell’anno.

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Cosa non sta funzionando?

La situazione è molto più complessa rispetto alla terraferma a causa delle dimensioni e della valenza naturalistica delle isole:

  • mancano gli spazi utilizzabili per questo tipo di impianti,
  • non è possibile bilanciare la domanda e l’offerta di energia,
  • mancano i servizi e le competenze per realizzare e gestire gli interventi.

Tutto questo scoraggia le iniziative e determina un aumento di costi.

Le aree, infatti, sono quasi tutte protette e ci sono i vincoli ambientali che le soprintendenze devono rispettare.

Per superare quest’ostacolo, occorre che gli obiettivi di protezione ambientale si fondano con quelli energetici attraverso una strategia nazionale condivisa per il miglioramento della sostenibilità dei sistemi elettrici delle isole.

I decreti sulle FER nelle Isole minori sono il primo passo verso la creazione delle condizioni che permetteranno la loro transizione energetica.

I gestori elettrici locali hanno già dimostrato la propria disponibilità a partecipare a questa transizione energetica, formulando piani di sviluppo per le FER al 2030 e avviando la realizzazione di impianti.

Il bando del Mise

Il bando del MiSE è dedicato ai gestori dei sistemi elettrici isolani e prevede il riconoscimento del 60% delle spese ammissibili.

Gli operatori potrebbero gestire gli impianti delle Comunità energetiche (CER) e utilizzare l’energia prodotta per ridurre la produzione da fonte fossile.

Le istituzioni sono a lavoro per abbattere qualsiasi barriera, ogni intralcio al raggiungimento dell’abbandono delle fonti fossili di energia, ma ognuno di noi deve dare il proprio contributo.

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