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Sapevi che il 90% degli oli vegetali esausti diventa biocombustibile per auto?

È quanto attestano i dati resi noti dal rapporto CONOE 2018 (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, operativo sul territorio nazionale) che mostra chiaramente che ogni anno nel nostro paese sono generate 260 mila tonnellate di oli vegetali esausti, di cui:

– 94 mila tonnellate (pari 36% del totale) da industria, ristorazione ed artigianato,

– 166 mila tonnellate (il 64% del totale) da attività domestiche.

Quanta CO2 è possibile risparmiare producendo bio-diesel dall’olio esausto?

Si stima che per ogni tonnellata di bio-Diesel prodotto da oli vegetali esausti:

– venga evitata la produzione di 3,13 tonnellate di anidride carbonica,

– siano ridotte le emissioni di gas serra correlati,

– vengano risparmiati più di 1,29 mila m3 di acqua.

Inoltre questo porta ad una diminuzione delle importazioni di nuovi prodotti petroliferi, consentendo un risparmio sulla bolletta energetica nazionale pari a circa 21 milioni di euro.

Gli oli vegetali esausti rappresentano un agente inquinante il cui controllo e riciclo è fondamentale per la tutela dell’ecosistema naturale.

auto green

Quali sono le conseguenze di uno smaltimento scorretto dell’olio esausto?

L’olio vegetale esausto, se disperso nel terreno genera una pellicola sottile che si deposita attorno alle particelle di terra e alle radici delle piante rendendole impermeabili all’acqua e, quindi, impedendo alle stesse l’assunzione delle necessarie sostanze nutritive dal terreno.

Inoltre, se riuscisse a raggiungere la falda acquifera, l’olio esausto produrrebbe sopra di essa uno strato che, spostandosi con la falda, potrebbe raggiungere pozzi di acqua potabile rendendoli inutilizzabili.

Se invece l’olio esausto fosse versato in specchi d’acqua superficiali, potrebbe formare una pellicola impermeabile compromettendo l’esistenza della flora e della fauna sottostanti.

Altri modi per riciclare gli oli esausti:

Gli oli ed i grassi vegetali esausti possono essere depurati dei residui alimentari eventualmente contenuti e recuperati in molteplici processi e applicazioni:

  • come sorgente di energia rinnovabile in impianti di cogerazione,
  • possono essere sottoposti a processi chimico-fisici ed essere così trasformati in biolubrificanti da utilizzare in macchine agricole o nautiche,
  • nonché in prodotti di cosmesi, saponi industriali, inchiostri, grassi per la concia e cere per auto.

Nel 2017 Eni e Conoe hanno firmato un accordo per favorire ed incrementare la raccolta degli oli vegetali che alimentano la bioraffineria Eni di Venezia e quella di Gela. Il protocollo ha reso possibile, per la prima volta, la conversione di una raffineria convenzionale in bioraffineria, trasformando le materie prime di origine biologica in biocarburanti di alta qualità.

Si tratta di un ulteriore passo avanti verso un futuro a misura dell’ambiente e dell’uomo stesso.

Tu puoi dare il tuo contributo evitando di versare nei tubi di scarico l’olio esausto.
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