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Le correnti gelide che hanno attraversato il nostro paese nei giorni scorsi sono una bomba per il nostro organismo perché sono cariche di polveri sottili catturate nel continente asiatico dalla zona del Mar Caspio e dei deserti del Karakorum.

Normalmente si tratta di correnti secche che riescono a pulire l’aria dopo forti stagnazioni. Questa  volta però è accaduto l’opposto: i venti hanno catturato  le polveri inquinate  che erano intrappolate nel continente asiatico e le hanno depositate sulle nostre regioni, per lo più sulla pianura padano-veneta.

Infatti i valori di PM 10 registrati dalle centraline sono schizzati alle stelle e si può affermare che resteranno tali fino alla prossima settimana.

Il pericolo insito nelle Polveri Sottili

Si tratta senza dubbio di una notizia che ci allarma ed aumenta le nostre preoccupazioni in questo periodo di massima emergenza Covid-19.

Esiste, infatti, una correlazione fra le elevate concentrazioni di smog e una maggior incidenza di malattie respiratorie.

È scientificamente dimostrato che un’esposizione prolungata al PM 10 riduce la capacità di contrastare le infezioni  alle vie respiratorie e può rendere perfino critica la condizione di quei pazienti che hanno problemi cronici.

I dati delle centraline di rilevamento dell’Arpav mostrano chiaramente la portata del fenomeno: in questo periodo storico, dove la concentrazione media di polveri sottili si attesta fra i 20 ed i 30 microgrammi per metro cubo, sono stati registrati tra Mestre e Venezia punte di 239 µg.
Ma la situazione non è migliore in altri paesi europei, dove il picco di particelle presenti è arrivato a sfiorare i 400 µg per metro cubo.

Quando spariranno le particelle di polveri sottili nell’aria?

Le condizioni climatiche, i freddi e le nevicate che si verificheranno nei prossimi giorni ci libereranno di loro rendendo l’aria nuovamente respirabile. Nel frattempo abbiamo un motivo in più per restare a casa.

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