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Il 9 agosto 2019 la Puglia, seguendo l’esempio del Piemonte, ha iniziato un importante percorso a sostegno della formazione di una Comunità energetica. Oggi, a distanza di un anno, la Regione ha uno strumento in più attraverso il quale:

  • implementare un modello innovativo e sostenibile in grado di favorire l’autoconsumo,
  • massimizzare il consumo locale dell’energia,
  • abbattere i costi energetici per i cittadini e le imprese.

Le linee guida pubblicate lo scorso luglio definiscono, infatti, i criteri per l’adozione del protocollo d’intesa da parte dei Comuni che intendono procedere alla costituzione di una Comunità energetica oppure aderire a una già esistente.

I Decreti attuativi chiariscono:

  • i requisiti tecnici minimi per la costituzione di una comunità energetica;
  • i criteri per la redazione del bilancio energetico di esse;
  • le caratteristiche del documento strategico;
  • le modalità per il sostegno finanziario regionale alla fase di costituzione delle comunità.

Questo modello segue la normativa europea che, con la direttiva UE 2018/2001, garantisce il conseguimento degli obiettivi per il consumo di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 ed introduce la definizione giuridica di auto-consumatore di energia da fonti rinnovabili.

Siamo sempre più vicini alla costruzione delle comunità energetiche.

Inoltre, come sottolinea Trevisi, consigliere della Regione Puglia, nella Strategia Energetica Nazionale, la rapida riduzione del costo delle tecnologie legate al settore delle rinnovabili:

  • favorirà l’autoconsumo e la partecipazione attiva dei piccoli consumatori ai mercati,
  • sosterrà l’organizzazione delle comunità energetiche.

Tutto questo sarà possibile grazie al Decreto Legge Milleproroghe (DL 162/2019) con il quale sono state introdotte le basi per la creazione di sistemi collettivi di autoconsumo permettendo fin da subito a tutti i cittadini di esercitare collettivamente il diritto di produrre, immagazzinare, consumare, scambiare e vendere l’energia auto prodotta.

Quali saranno i vantaggi?

Con le Comunità energetiche il singolo utente potrà scegliere di condividere l’energia rinnovabile in eccesso, creando tanti piccoli poli di distribuzione. Le abitazioni, gli uffici e le aziende saranno connessi tra loro generando nuovi flussi e scambi di energia.

Inoltre, grazie al fatto che l’energia prodotta dalle comunità energetiche sarà autoconsumata localmente anziché essere veicolata nelle grandi reti di distribuzione, i costi di gestione e quindi gli oneri in bolletta diminuiranno.

Puglia
Bari

La Comunità energetica dovrà:

  • fondare la propria attività sul valore dell’energia prodotta;
  • si dovrà costituire come un ente senza scopo di lucro, con l’obiettivo primario di autoconsumare l’energia da fonte rinnovabile prodotta dai membri della comunità stessa;
  • immagazzinare l’energia prodotta allo scopo di aumentare l’efficienza e di combattere la povertà energetica, attraverso la riduzione dei consumi e delle tariffe di fornitura.

 

Le Comunità energetiche potranno acquisire e mantenere la qualifica di soggetti produttori di energia se annualmente la quota prodotta e destinata all’autoconsumo non è inferiore al 60% del totale.

Da anni la Regione Puglia si è impegnata alla lotta ai cambiamenti climatici con azioni a supporto delle energie rinnovabili. Si tratta di provvedimenti efficaci come il Reddito Energetico e le Comunità energetiche, che favoriscono l’evoluzione del sistema energetico da un assetto centralizzato a uno distribuito.

Tutto questo contribuisce a rendere questa Regione all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici.
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