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Esistono sostanze, come il Glifosato, che metti in tavola quotidianamente, mascherate da un invitante piatto di pasta o da una semplice fetta di pane.

Forse non sai che diversi studi negli ultimi anni hanno sottolineato la correlazione tra alcune malattie sempre più diffuse (quali il Morbo di Crohn, di Parkinson, l’autismo e la sensibilità al glutine) ed il consumo derivati del grano.

Il Glifosato e le altre sostanze nocive

Il sito Grano Salus ha pubblicato uno studio in cui analizza 8 grandi marche italiane di pasta.

Lo studio dimostra che in tutte sono presenti:

  • quantità di Glifosato (erbicida chimico)
  • Cadmio (metallo di transizione)
  • le micro-tossine di DON (composto tossico prodotto da alcuni funghi che si sviluppano quando la temperatura e l’umidità sono favorevoli).

Queste micro-tossine entrano nella produzione alimentare attraverso grano contaminato, quasi sempre di provenienza estera.

Cresce in modo rigoroso e sano a temperature e gradi di umidità tipici delle aree del mondo che si trovano a Sud del 42° parallelo dell’emisfero boreale (possiamo prendere come punto di riferimento la Sicilia e scendere tra i successivi paralleli).

Coltivare frumento in zone geografiche come in Canada, caratterizzate da umidità e temperature che favoriscono il proliferare di DON significa forzare la natura e produrre alimenti cancerogeni.

Per questo il grano Canadese che arriva in Europa è definito da alcuni studiosi “rifiuto speciale”.

In particolare lo definisce così Andrea Di Benedetto, micologo ed imprenditore agricolo che da anni lotta contro l’introduzione nella nostra alimentazione del grano che arriva nei nostri pastifici su navi (molto spesso vecchie petroliere) e che danneggia tutti i consumatori.

Ci esorta a riflettere sul perché un grano che ha viaggiato così tanto costi pochissimo.

Cosa dice la legge in merito?

In realtà il Glifosato è stato messo al bando già nel 2013 ed il 7 ottobre 2016 è entrato in vigore un Decreto del ministero della salute. Questo dispone la revoca dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti che lo contengono e si vieta il suo impiego a partire dal 22 febbraio 2017.

In Europa e soprattutto in Italia è possibile usare questo tipo di composto perché viene miscelato con quantità di grano duro prodotte in Sicilia che hanno un contenuto di DON pari a zero.

Le quantità consentite però sono tarate sul consumo medio europeo e non su quello italiano, che è indubbiamente maggiore.

Questo a svantaggio soprattutto degli abitanti del Sud Italia che sono grandi consumatori di pasta e pane.

pasta grano italiano

Paradossalmente dallo studio pubblicato su Grano Salus è chiaro che il Glifosato è assente nei grani prodotti nel Sud d’Italia, quindi l’aumento di casi clinici gravi può essere imputato alla quantità di grano proveniente dal Canada.

Da ciò si evince anche quanto incida la logica di mercato e di Lobby internazionali nel determinare quali alimenti comprare all’estero.

Sembra assurdo, ma compriamo prodotti importati avendone di qualità migliore a km zero.

Inoltre l’agenzia per la ricerca contro il cancro IARC di Lione ha classificato il glifosato come un probabile elemento cancerogeno per l’uomo. Ha così aperto l’argomento all’ipotesi di una correlazione tra il consumo di esso e la maggior concentrazione di casi nel Mediterraneo.

Cosa puoi fare TU?

Cerca di salvaguardare il tuo corpo con piccole azioni, abitudini e comportamenti.

Scegli con consapevolezza gli alimenti.

Ciò genera il doppio vantaggio di prendersi cura della propria salute ed alimentare il commercio a KM zero, premiando le aziende più attente all’ambiente. Piccole azioni che insieme generano un grande movimento che può portare al cambiamento in larga scala.

Contattaci, siamo a tua disposizione per darti altre info su come avere uno stile di vita sano e green!