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La plastica è ormai l’arsenico dell’ecosistema. Un modo per uccidere lentamente la nostra Terra.

I fatti di cronaca quotidiana ci avvisano ormai costantemente, è un pericolo reale ed imminente.

Il 30 marzo due mezzi della capitaneria di porto impegnati nella regata velica “Melges32” sono dovuti intervenire per salvare due tartarughe in difficoltà a circa un miglio dalla costa di mare compreso tra Torre delle Stelle e Solanas. Stavano male per aver ingerito troppa plastica!

Sempre la Sardegna, paradiso per la bellezza del mare e delle sue terre si fa scenario del delitto che ha visto vittima un capidoglio arenato nei pressi di Porto Cervo.

E’ morto per aver ingerito 22 kg di plastica.

Si, si tratta di Assassinio e l’artefice è l’uomo, siamo colpevoli tutti noi!

Non può essere una coincidenza, il capidoglio spiaggiato è la visione di un futuro imminente.

 

Come è possibile eliminare la plastica e fermare tutto questo?

E’ per questo che l’Europa sta attuando alcuni progetti legati alla direttiva “Marine Strategy”.

Lo scopo consiste nel monitorare e studiare l’ingestione di rifiuti marini da parte delle tartarughe e dei pesci.

Scontato dire che la plastica trovata nello stomaco del capidoglio ha le stesse caratteristiche di quella trovata nelle tartarughe.

E’ obbligatorio fare qualcosa per fermare tutto questo. Serve al più presto una rivoluzione culturale che deve partire da ognuno di noi!

Negli ultimi anni sono stati presi provvedimenti dai diversi Stati dell’Unione Europea: ad esempio dal 2018 è in vigore il divieto di circolazione degli shopper di plastica non riutilizzabili, spesso non rispettato.

La dimostrazione della necessità di un’azione mirata a ridurre l’uso della plastica è evidente non solo nei fondali marini ma anche sulle spiagge.

Secondo il National Geografic solo il 20% dei detriti presenti sui fondali marini arriva da barche da riporto, piattaforme petrolifere o navi. Il restante 80% proviene dalla terraferma, dalle coste o spiagge.

Per questo è necessario organizzare una forte campagna di sensibilizzazione.

L’idea di ripulire il mare non convince alcuni ricercatori che affermano che non ci sono gli strumenti per poter ripescare la plastica in mare.

Altri invece, come i surfisti australiani Andrew Turton e Pate Ceglinski si sono attivati ideando il “Seabin” un cestino di rifiuti marini che aspira la spazzatura galleggiante grazie ad una pompa fissata ad un pontile.

Al suo interno è possibile anche fissare un depuratore che filtri dall’acquatracce di petrolio e carburante.

Questo dispositivo può raccogliere fino a mezza tonnellata di rifiuti.

Certo, ci sono tanti aspetti da migliorare, uno dei quali potrebbe essere quello di sostituire la pompa che aspira l’immondizia con una alimentata da fonti alternative.

Si tratta comunque di un inizio, di un’idea da cui partire per trovare soluzioni sempre più funzionali.

Cosa si sta facendo a proposito in Italia?

In Italia, la Puglia è la Regione che si è messa in evidenza per le iniziative intraprese e volte a combattere l’inquinamento.

puglia mare

Infatti per prima ha:

un fondo pubblico con cui si permette l’installazione di un impianto fotovoltaico sui tetti delle famiglie bisognose.

  • Rinunciato alla plastica per salvare la bellezza del suo mare:

gli stabilimenti balneari hanno trovato un accordo unanime per bloccare sin da questa estate la plastica sui lidi a favore invece di materiale ecocompatibile.

Con questa iniziativa la Puglia anticipa di due anni l’attuazione della direttiva comunitaria che vieterà la plastica monouso a partire dal 2021.

Il progetto prevede di stanziare fino a 10.000 € per sostenere i comuni che vorranno trasformare feste, sagre e raduni in “Eco-feste” (manifestazioni ed eventi pubblici a basso impatto ambientale) nel periodo che va dal 1 aprile al 31 dicembre 2019.

Finalmente qualcosa sta cambiando, è ancora troppo poco però.

Tutti dobbiamo dare un contributo, tutti dobbiamo cambiare atteggiamenti e comportamenti.

Dobbiamo agire. La somma di ogni singola azione genererà il cambiamento che ci condurrà ad un mondo migliore per i nostri figli.

Noi siamo il mondo che vorremmo!

Chiedici come, riempi il Form qua sotto!